Ilva e tumori a Taranto, 1 persona su 20 è malata

di Matteo Carriero 1

Ilva e tumori a Taranto, 1 persona su 20 è malata: 4.328 persone, come spiega Alessandro Marescotti di Peacelink, su 78 mila abitanti, mentre nel distretto sanitario 4 ve ne sono 4.588 su 120 mila persone: più ci si avvicina all’Ilva più aumentano i tumori, come prova anche la presenza di un malato ogni 18 persone nel famigerato quartiere Tamburi.

I dati sui tumori a Taranto diffusi da Peacelink hanno creato molto rumore attorno all’eterna questione dell’incidenza dell’inquinamento dell’Ilva sulla presenza di tumori nella città, che non pochi dirigenti d’azienda ed esponenti politici hanno (clamorosamente) negato nel corso degli anni.

Ma attenzione poiché, come alcuni potrebbero far notare, certamente è grave la maggiore incidenza rappresentata dal rapporto 1 a 20 tra malati di tumore e persone sane, ma come ha fatto notare lo stesso sindaco di Taranto, questi dati non possono e non devono essere considerati un chiaro specchio dell’incidenza dell’inquinamento dell’Ilva sulla popolazione. Il motivo è semplice quanto importante: non si contano tutti i casi di tumori latenti e di tumori non diagnosticati. E non è certo poco. Se potessimo rilevare anche tutti questi casi e aggiungerli a quelli accertati, a quanto si arriverebbe?

Marescotti di Peacelink ha chiesto la collaborazione dell’Ordine dei medici affinché

venga compiuto un opportuno approfondimento su questi dati in modo da individuare le categorie di persone più esposte. E’ venuto il momento di avere dati istantanei su tutte le malattie gravi, le diagnosi e i ricoveri. Disporre di un dato istantaneo e conoscerne la sua evoluzione temporale e’ un primo passo per compiere ulteriori indagini più affinate da un punto di vista epidemiologico.

Attenzione quindi: tutto questo rappresenterebbe senz’altro un passo avanti, ma non consideriamo i numeri riportati come la perfetta realtà medico-patologica della città, poiché la situazione è peggiore di quanto si potrebbe credere da questi dati. Resta la domanda su quanto questa sia effettivamente drammatica, ma che lo sia non vi è davvero alcun dubbio.

Photo credits | Getty Images

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