Inceneritore
Gli inceneritori sono impianti per lo smaltimento dei rifiuti attraverso un processo di combustione ad alta temperatura, l’incenerimento, appunto. I rifiuti vengono così ridotti in effluenti gassosi, polveri e ceneri, ma anche usati per produrre energia elettrica, ottenuta dal vapore sprigionato durante la combustione o teleriscaldamento. In tal caso gli impianti sono detti inceneritori con recupero energetico, o termovalorizzatori.
I rifiuti che vengono smaltiti mediante inceneritore sono principalmente quelli che finiscono in discarica poiché non riciclabili: i RSU (Rifiuti Solidi Urbani), i rifiuti speciali ed in alcuni casi anche i fanghi di depurazione, i rifiuti dell’industria chimica ed i rifiuti medici. Prima di essere inceneriti, i rifiuti vengono sottoposti a trattamenti per eliminare i materiali non combustibili, come metalli, vetro e inerti, e la frazione umida, ossia la materia organica e gli scarti alimentari, agricoli. I rifiuti trattati sono detti CDR, combustibile derivato dai rifiuti, o ecoballe.
In Europa sono in funzione oltre 354 inceneritori, distribuiti in 18 Paesi. Lo Stato che fa maggiormente uso di questo processo di smaltimento dei rifiuti con recupero di energia, è la Svizzera, dove il 100% dei rifiuti viene incenerito, seguono la
Danimarca (circa 50%) e la Svezia (45%). In alcuni contesti i termovalorizzatori sono inseriti all’interno dei centri urbani. Questo è il caso di Vienna, Parigi, Londra e Copenaghen. In Italia vi sono 51 impianti concentrati nel Nord del Paese che permettono di smaltire il 12% circa dei RSU. Le perplessità sugli effetti delle emissioni e l’opposizione dei cittadini rende questa modalità di smaltimento dei rifiuti secondaria rispetto alla discarica. Nella provincia di Brescia si trova l’inceneritore con recupero di energia più grande d’Europa e anche l’impianto più controverso: se l’Unione europea lo ha condannato per la violazione del CIP 6, l’associazione mondiale di tecnici, scienziati ed industrie (WTERT, Waste-to-Energy Research and Technology Council) lo ha proclamato il miglior impianto del mondo.
Vi sono più tipologie di inceneritori, quelli più diffusi in Europa sono i termovalorizzatori a griglie, il cui funzionamento si avvale di sette fasi principali:
- Arrivo dei rifiuti e conservazione in un’area specifica dell’impianto dotata di sistemi di aspirazione dei cattivi odori. Un carroponte deposita i rifiuti nel forno attraverso una tramoggia;
- Combustione su griglie mobili. La temperatura viene tenuta costantemente attorno ai 1.000 °C mediante una corrente d’aria forzata e dal gas metano. L’incenerimento dei rifiuti avviene in una prima camera di combustione e poi in una seconda camera per completare l’incenerimento dei fumi nel rispetto della normativa vigente;
- Produzione del vapore surriscaldato;
- Produzione di energia elettrica. Una turbina attivata dal vapore generato mette in funzione un motoriduttore ed un alternatore che trasformano l’energia termica in energia elettrica;
- Estrazione delle ceneri, raccolte in una vasca piena d’acqua e raffreddate. Pronte per essere smaltite in discariche speciali.
- Trattamento dei fumi, che corrispondono a circa il 140-150% in peso dei rifiuti in ingresso. I fumi vengono filtrati per abbattere il contenuto di agenti inquinanti e poi rilasciati in atmosfera;
- Inertizzazione delle ceneri. Le ceneri volanti vengono mescolate con cemento ed acqua e trasformate in materiale solido inerte, smaltito poi in discarica.
Per quanto riguarda le emissioni inquinanti prodotte dalla combustioni dei rifiuti, non vi sono limiti di concentrazione stabili da adottare, essi vengono costantemente aggiornati in base alle migliori tecnologie disponibili (BAT, Best Available Technology). Molto spesso tali limiti sono richiesti solo per i nuovi impianti, per cui ai vecchi inceneritori vengono concesse lunghe deroghe. La legge inoltre stabilisce i limiti al metro cubo e non all’emissione totale. In sostanza più rifiuti vengono inceneriti, e più si superano i limiti delle emissioni di diossina e di agenti inquinanti, ma si rimane comunque nei parametri di legge. Gli studi e le ricerche compiute finora sugli effetti sulla salute sono tra loro discordanti e controversi, anche se si può affermare che gli inceneritori sono dannosi per l’uomo e l’ambiente perché è stato accertato che la diossina e il furano sono tossici, cancerogeni e mutageni per l’organismo umano.
Per approfondire:
- Inceneritori in Italia, la soluzione del governo
- Inceneritore di Brescia
- Emergenza rifiuti in Campania, il primo termovalorizzatore di Acerra
- Produzione di energia dai rifiuti in Spagna
- Smaltimento dei rifiuti in Giappone
[Fonti: Wikipedia; Meetup]
[Foto: legalitaebenessere; beppegrillo.meetup; wikipedia]
