Ambiente, Italia maglia nera in Europa per smog e polveri sottili

di Valentina Ierrobino Commenta

Forse ci aspettavamo questa notizia: l’Italia è tra gli ultimi Paesi dell’Unione per qualità dell’aria. Lo smog e le polveri sottili superano di gran lunga i limiti previsti dalla legge a danno della salute dell’uomo e dell’ambiente. A rivelarlo è il rapporto annuale dell’Agenzia europea per l’Ambiente.Tra le città più inquinate Milano, Bergamo e Novara.

Le concentrazioni di polveri PM 10 e PM 2,5 tra le più dannose per la salute sono quelle superate giornalmente dal nostro Paese. In particolare per il PM10 l’Italia figura, assieme a Polonia, Slovacchia, Turchia e regione balcanica, tra gli Stati peggiori così come per il PM 2,5. Si legge nel rapporto che “le concentrazioni sono state piu’ elevate degli obiettivi annuali in diverse località in Bulgaria, Repubblica ceca, Italia, Polonia e Slovacchia”. Anche per la situazione dell’ozono e del monossido di carbonio l’Italia detiene la maglia nera in Europa con i valori più alti registrati nel Settentrione. Se i limiti per l’ozono sono stati superati due volte, l’Italia è l’unico Paese ad aver sforato i limiti per il monossido di carbonio nel 2001, 2005 e 2010. Anche le concentrazioni di nichel, di benzene e benzopirene nell’aria in alcune zone industriali del Nord è sopra la soglia limite. Il direttore esecutivo dell’Agenzia europea per l’Ambiente, Jacqueline McGlade si è detta preoccupata per la situazione di alcune città del Nord Italia in cui la topografia non aiuta il ricircolo di aria

La nostra preoccupazione sono città come Milano, Novara, Bergamo e altre, che sono andate oltre i limiti di ozono, polveri sottili e altri inquinanti.

Il rimedio, è quello di

non solo di controllare molto bene le emissioni industriali-vediamo ancora alcuni impianti inefficienti che inquinano aria e acqua-ma anche con interventi per piani urbani, trasporti locali, trasporto merci e ferrovie.

Le malattie causate dallo smog costano ai cittadini europei circa 200-300 euro l’anno e nel nostro Paese in cui la popolazione è molto vecchia, la vulnerabilità agli inquinanti è maggiore. Clini giustifica i dati dichiarando che

L’Italia ha bisogno di una politica per la mobilità sostenibile che non abbiamo ancora. Ci sono dei luoghi dove registriamo un positivo miglioramento dei livelli della qualità dell’aria e altri casi in cui rimangono dei problemi legati prevalentemente al traffico. Ci sono valori al di sopra dei obiettivi qualità dell’aria che come strategia di base richiedono una gestione diversa della mobilità, riducendo il traffico privato, potenziando i servizi pubblici e promuovendo le forme di mobilità alternativa, come l’uso di biciclette o l’auto elettrica.

[Fonti: AGI News; La Repubblica]

[Photo Credit | Thinkstock

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