Mucca OGM anti-allergia prodotta in Nuova Zelanda

di Marco Mancini 1

Nonostante siano vietati in quasi tutto il mondo, la tecnologia degli OGM continua a galoppare. Oggi probabilmente ha toccato il suo apice facendo il salto di qualità dai vegetali agli animali. E’ stata infatti creata in laboratorio una mucca geneticamente modificata per fare in modo che nel suo latte manchi una sostanza che può provocare allergie. Una trovata che se dal punto di vista scientifico è un gran passo avanti, da quello etico lo è molto meno.

Il motivo di questa ricerca, spiegano all’AgResearch di Hamilton, è da ricercare nel fatto che in Nuova Zelanda 2-3 bambini ogni mille nascono con una predisposizione all’allergia al latte di mucca, e più precisamente ad una proteina chiamata BLG (Beta-lattoglobulina). Eliminando la BLG, mostrano dal laboratorio, si riesce anche a raddoppiare l’altra proteina contenuta nel latte, la caseina, rendendolo maggiormente nutriente. La mucca clonata, chiamata Daisy, ha subìto la stessa procedura utilizzata per la clonazione della pecora Dolly.

Secondo Stefan Wagner, uno degli scienziati del team, con questa tecnica si possono modificare geneticamente non solo le mucche ed il loro latte, ma praticamente qualsiasi componente di ogni animale, dai maiali alle pecore, passando per i polli, in maniera tale da modificare queste specie che noi mangiamo per adattarle alle nostre esigenze. Chissà, forse tra qualche anno si inventeranno la carne di maiale che non contiene colesterolo, o una super-pecora che produce il doppio della lana.

A questo punto si solleveranno senza dubbio tutti gli oppositori “morali” a questa tecnica, anche se a dir la verità a noi interessa più il punto di vista scientifico. Anche se la ricerca ha buoni propositi (far bere il latte a bambini che altrimenti non potrebbero berlo), chi lo dice che queste mutazioni genetiche non possano comportare dei problemi quando questi bambini saranno grandi? A questo quesito potremo rispondere soltanto tra diverse decine di anni, ma intanto il mondo continuerà a dividersi tra chi è pro-OGM e chi è contro.

[Fonte: The Guardian]

Photo Credits | Getty Images

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