Nuova frontiera dell’energia eolica: la centrale ad aquiloni, produce quanto una nucleare

di Redazione 17

Chi di noi non ha mai fatto volare un aquilone. Penso nessuno. Tutti sanno come funziona, ma forse non tutti sanno che gli aquiloni giocattolo sono fatti apposta in maniera poco efficiente, perchè se fatti con le tecniche giuste rischierebbero di librarsi in volo….con il bambino attaccato.

Partendo da questo principio, cioè dalla forza capace di sprigionare un aquilone, la KiteGen ha avuto una grande idea: legare 200 aquiloni su un anello rotante in grado di arrivare ad un picco di produzione elettrica di mille megawatt, quanto quella di una centrale nucleare.


Se non credete alla forza degli aquiloni professionali, pensate al kite-surfing, lo sport che porta migliaia di appassionati a lanciarsi dagli elicotteri per compiere evoluzioni a bordo di un grande aquilone. Questo mezzo è praticamente in grado di far volare un uomo, pensate quindi l’energia eolica che si potrebbe produrre facendolo librare nell’aria.

A guadagnarci, oltre che l’atmosfera che non riceve gas di scarico e il suolo che non riceve scorie radioattive, c’è anche la vista, che non viene “inquinata” dalle enormi pale eoliche antiestetiche, ma assiste ad uno spettacolo molto più piacevole di aquiloni che si rincorrono, una vista a dir poco rasserenante.

L’idea italiana è venuta ad un esperto di kite-surf, Massimo Ippolito, e ad un docente del Politecnico di Torino, Mario Milanese, che hanno messo insieme i loro cervelli per progettare tale impresa. Ma purtroppo non è un’esclusiva loro. Infatti in questa direzione si stanno già muovendo alcuni tecnici in California e soprattutto in Olanda, patria dell’energia eolica.

Le caratteristiche tecniche parlano di 200 aquiloni posti ad un’altezza di 80 metri da terra, dove il vento tira a circa 16 Km/h mediamente. Se il vento dovesse calare le turbine verrebbero spente, ma c’è anche la possibilità in molte zone e in determinati periodi che le correnti siano anche più forti. Il massimo invece sarebbe portarli a 800 metri da terra, dove la velocità del vento è mediamente il doppio, e di conseguenza anche l’energia ottenuta.

Il modo per catturare il vento è denominato “yo-yo” dai suoi inventori italiani. Infatti è un sistema che prevede il movimento sussultorio degli aquiloni, proprio come fa uno yo-yo. Liberando così gli enormi aquiloni, questi girano in circolo, attaccati ad una turbina. Questa rotazione porta alla produzione di energia, come in una dinamo. Anche in un processo così semplice rientra la tecnologia. Infatti alcuni sensori Gps rilevano la direzione del vento, e muovono i fili direzionando gli aquiloni stessi, in maniera tale da rendere più efficiente il loro movimento. Siccome girano in circolo e le distanze sufficienti a non farli intrecciare sono molto ridotte, questo comporta un’occupazione del terreno molto minore rispetto alle attuali pale eoliche, quanto all’incirca una centrale elettrica. Il costo? Ancora non è fattibile un calcolo, ma il prof. Milanese ipotizza un prezzo di circa un sesto rispetto ad una centale nucleare media, con la stessa quantità di energia prodotta, magari non continua come la concorrente, ma assai meno cara, sia dal punto di vista economico, che da quello ambientale. E a questo punto una proposta al Governo italiano è d’obbligo: costruire una centrale nucleare in meno e magari farne una ad aquiloni. Dopotutto, dovrebbe essere un gioco da ragazzi, in tutti i sensi.

Fonte: Repubblica

Commenti (17)

  1. Tutto Bello
    Tutto Perfetto
    Forse Manca Solo Il Link Al Sito 😉 www punto kitegen punto com

  2. giusto, grazie per la precisazione

  3. bello!!! sarebbe molto interessante vedere l’energia sviluppata in questo modo, senza inquinare…
    comunque secondo me le pale eoliche non sono antiestetiche.. anzi sono affascinanti!!!

  4. a qualcuno non piacciono, dicono che rovinano il paesaggio incontaminato! questione di gusti

  5. A me le pale eoliche affascinano. In Spagna o in Germania non smettevo di fare foto. Certo poi per qualcuno possono essere anche antiestetiche,ma secondo me no. L’importante è che si cominci a produrre energia pulita. Salviamo il pianeta!!!

  6. concordo: le pale eoliche rispetto a certi obbrobrii cementizi hanno la leggiadria di farfalle. Solo uno scemotto come il prof.Sgarbi poteva trovarle anti-estetiche (per far piacere al Principale)!
    Il Kitegen e’ ancora piu’ bello e in piu’ somiglia ad un bel sogno che si realizza!

  7. Ci sono diverse cose da precisare.
    La prima è che gli aquiloni non saranno “enormi” come scrive Marco, e perciò ad una distanza di 800-1000 metri dal suolo saranno praticamente invisibili.
    Quindi nessun ambientalita fasullo potrà contrastare il kitegen con la scusa della modifica del paesaggio.

  8. Quindi, mi dispiace per voi, ma lo spettacolo degi aquiloni sincronizzati non lo vedrete. Anche se sarebbe stato bello, anche secondo me.

    Francesco

  9. Seconda precisazione.
    Quando Marco scrive: “Ma purtroppo non è un’esclusiva loro. Infatti in questa direzione si stanno già muovendo alcuni tecnici in California e soprattutto in Olanda, patria dell’energia eolica.”
    si sbaglia di grosso in quanto Ippolito questa tecnologia l’ha brevettata ed è sostanzialmente diversa dalle altre per una questione fondamentale che la rende economicamente molto più vantaggiosa: non è necessario spendere grosse somme di denaro* per gli alianti (o le mongolfiere) che tengono sospesi in quota gli alternatori e i cavi elettrici.

    Francesco
    *a parità di potenza prodotta.

  10. Quarto.
    “Il modo per catturare il vento è denominato “yo-yo” dai suoi inventori italiani. Infatti è un sistema che prevede il movimento sussultorio degli aquiloni, proprio come fa uno yo-yo. Liberando così gli enormi aquiloni, questi girano in circolo, attaccati ad una turbina.”

    Nel caso dell’impianto a yo-yo gli aquiloni non girano in circolo.
    Questo lo fanno solo nell’impianto con la configurazione a carosello che ha un meccanismo di funzionamento molto diverso.
    Sul sito kitegen.com, ma anche su http://www.windoperationsworldwide.eu/it/faq/ è spiegato bene.

  11. Quinto.
    “Infatti alcuni sensori Gps rilevano la direzione del vento, e muovono i fili direzionando gli aquiloni stessi, in maniera tale da rendere più efficiente il loro movimento.”
    NO! Il GPS serve solo ad indicare la posizione.
    Il computer che decide (con calcoli complessi ma velocissimi) come tirare le funi che collegano le ali all’impianto che sta a terra, utilizza le informazioni che provengono sia dal GPS, sia dagli accelerometri SeTac (anche questi brevetto di Ippolito), sia dalle celle di carico… e forse anche da altro ancora.

  12. Ancora.
    I motivi per cui questo tipo di impianti occupano poco territorio rispetto all’eolico tradizionale (a parità di potenza intercettata) non comprendono quello che citi tu.
    Comprendono invece
    1) il fatto di sfruttare un vento mediamente intenso il doppio (al quale è associata una potenza 8 volte maggiore);
    2) l’elevata efficienza dovuta alla elevata velocità con cui le ali spazzolano il fronte vento
    3) il fatto che l’impianto si sviluppa in altezza per centinaia di metri, quindi l’area perpendicolare al vento che viene intercettata è molte volte maggiore a parità di spazio occupato a terra.
    Non so se sto dimenticando altro.

  13. Infine, una considerazione.
    Se tu ti aspetti che il governo italiano costruisca una di queste centrali… è più probabile che passi un cammello dalla cruna di un ago!
    E poi nessuno chiede i 600 milioni di euro che servirebbero per una centrale della stessa potenza di una nucleare (che invece costa diversi miliardi).

    La società che ha i brevetti ha partecipato a bandi per finanziamento pubblico per attività di ricerca che hanno lo scopo di realizzare e dimostrarne la funzionalità di impianti da 1 MW, che prevedono una spesa di soli 3-4 milioni.
    Il finanziamento non è arrivato per mancanza di fondi, anche se il progetto era stato valutato tecnicamente eccellente.

    Francesco
    NB: non è che un impianto da 1 MW in produzione industriale costerà 3-4 milioni; questo comprende il costo dell’attività di progettazione e ingegnerizzazione che sono maggiori rispetto al costo di produzione di serie. Questo, infatti, si prevede che potrebbe essere inferiore al milione di euro.

  14. aquiloni enormi significa più grandi di quelli classici, un pò di elasticità mentale, per favore!

    dire che non hanno l’esclusiva mica significa che gli altri vengano esclusi o viceversa. E’ ovvio che ogni invenzione ha qualcosa di diverso dalle altre, altrimenti non potrebbero essere brevettate, ma ne basterebbe una sola.

    la tecnologia gps è spiegata sul sito così come l’ho riportata nell’articolo, si informi prima di accusare.

    la questione delle dimensioni è la stessa che ho detto io. Non se ne è accorto ma ha ribadito lo stesso concetto espresso da me, ma con altre parole.

    infine, l’ultima parte è solo una critica al governo italiano che finanzia il nucleare anzichè queste belle iniziative. E’ chiaro che non nutro la minima speranza di vederlo attuato, almeno in Italia, nè nella sua forma completa, e nemmeno in quella sperimentale, ma caro francesco, forse non ti sei reso conto che remiamo entrambi dalla stessa parte, e stai attuando solo una polemica sterile.
    Grazie comunque per il tuo contributo

  15. e allora non se ne parla più? come procedono i lavori?

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