Energia Eolica: la situazione italiana

di Marco Mancini 4

Dopo aver parlato dettagliatamente dell’energia eolica e dei suoi vantaggi, andiamo ad analizzare la situazione in cui versa oggi la sua produzione in Italia.

Nel 1971, anno in cui gli impianti eolici moderni (che attenzione, sono diversi dai vecchi mulini a vento) hanno iniziato a prendere piede nel nostro paese, la produzione di energia alternativa era di 10,2 tonnellate equivalenti al petrolio (unità di misura che calcola la quantità di energia comparabile a quella derivata dal petrolio). Quella produzione non era dovuta completamente all’eolico, ma esso era comunque la maggior parte delle energie rinnovabili esistenti, dato che sia le biomasse che l’energia fotovoltaica erano ancora allo stato embrionale.


Nel 2000 questa produzione è aumentata di 2 tonnellate e mezzo, un bell’aumento per un paese tacciato di poca attenzione alle energie rinnovabili.
Attualmente in Europa siamo al settimo posto per quanto riguarda il rapporto energia eolica/fabbisogno. In vetta c’è la civilissima Danimarca, un pò patria del vento, che soddisfa il 23% del fabbisogno nazionale con questo genere di impianti. Subito sopra di noi ci sono Spagna (9%) e Germania (7%). Ma in termini assoluti siamo al quarto posto, dietro proprio queste nazioni (alla cui vetta però c’è la Germania) e addirittura sopra il Regno Unito, dato che produciamo 1.717 MW all’ora.

La cosa sorprendente, è che tra il Nord civilizzato e il Sud arretrato, stavolta è proprio quest’ultimo a tirare la carretta, producendo oltre il 91% dell’energia eolica nazionale, grazie ai 112 impianti, distribuiti tra Campania, Puglia, Calabria, Molise, Abruzzo, Sicilia e Sardegna, contro i 5 del Nord e i 3 del Centro.
La regione che produce più energia eolica è la Campania, con 30 impianti che producono 275,7 MW.

Un altro dato incoraggiante, secondo l’ENEA, è che, nonostante questa produzione sembri tanta, ci sono altre fonti rinnovabili più utilizzate in Italia come l’idroelettrico (la più sfruttata con 42.744 GWh), il geotermoelettrico e addirittura anche i rifiuti urbani, da cui si ricavano circa 400 GWh in più rispetto al vento.
In progettazione, secondo l’Enel, ci sono 1,23 TWh (Terawattora, cioè mille miliardi di Watt all’ora) di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili per il prossimo anno, in cui l’eolico farà la parte del leone, dato che la metà di essa verrà dal vento. La produzione odierna è 1,08 TWh, e l’incremento sta al passo con quello mondiale che ha registrato, negli ultimi 6 anni, una produzione 4 volte superiore.

Insomma non stiamo messi poi così male, soprattutto in ottica futura. Infatti sta arrivando la tecnologia del cosidetto “minieolico“, cioè dei piccoli impianti domestici, tipo quelli pubblicizzati negli ultimi tempi riguardo i pannelli fotovoltaici, che costeranno tra i 1.500 e i 3.000 euro al KW, con la possibilità anche di vendere l’energia eccedente. Tenendo conto che non sarà possibile fornire energia in maniera costante, data l’assenza di vento in alcuni periodi, questo tipo di energia sarà solo un aiuto a quelle classiche, e quindi, a mio avviso, non si può fare più di così.

Commenti (4)

  1. Have you ever thought about publishing an e-book or guest authoring on other blogs?
    I have a blog based upon on the same information you discuss and would love
    to have you share some stories/information. I know my audience would enjoy your work.
    If you are even remotely interested, feel free to send
    me an email.

    Stop by my website … ig

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.