Pesca, bloccata in Australia l’aspirapolvere dei mari

di Marco Mancini Commenta

L’hanno ribattezzata “l’aspirapolvere dei mari” ed è un superpeschereccio in grado di estirpare dagli oceani intorno all’Australia tonnellate di pesce indicriminatamente. Come è facile immaginare, non rimane incagliato solo del pesce commestibile nelle sue reti, ma anche delfini, tartarughe e balene. La sua presenza piuttosto ingombrante ha fatto imbestialire non solo gli animalisti, ma anche i pescatori e i cittadini delle coste dove l’Abel Tasman (questo il nome vero della nave) agiva, e per questo è stato chiesto l’intervento direttamente del Governo.

Il Ministero dell’Ambiente australiano ha così trovato l’escamotage per salvare le apparenze senza scontentare nessuno. Questa mega struttura lunga 142 metri e pesante 9.500 tonnellate viene in un certo senso “squalificata”. Per due anni infatti dovrà rimanere attraccata al porto in quanto sono in corso delle rilevazioni scientifiche che devono valutare l’impatto sullo stock ittico di un bestione simile, e finché non ci saranno tutti i dati completi non potrà muoversi.

Ovviamente la compagnia che possiede la nave, la Seafish Tasmania, si è fortemente opposta a questo provvedimento, affermando che si mettono a rischio 45 posti di lavoro, ma è evidente che in ballo c’è qualcosa di molto più grosso di qualche disoccupato. In Europa infatti ce ne siamo già accorti con il blocco della pesca per alcuni mesi all’anno perché le nostre riserve di pesce cominciano a scarseggiare, e continuando con la pesca intensiva rischieremmo di far sparire del tutto i pesci dal mare.

Finora i Paesi che si affacciavano sugli oceani non sembravano correre lo stesso rischio, ma se l’Abel Tasman avesse continuato ad operare come ha sempre fatto, avrebbe anche corso il rischio di emulazione, aumentando i superpescherecci che avrebbero esaurito in breve tempo le riserve del ricco oceano Indiano. Senza contare l’impatto su specie che già sono a rischio come le balene e i delfini che rimangono impigliate nelle reti senza possibilità di salvarsi.

[Fonte: Corriere della Sera]

Photo Credits | Getty Images

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