La salvaguardia dell’ecosistema marino e della salute umana passa oggi attraverso una nuova e ambiziosa sinergia istituzionale. È nata ufficialmente l’Alleanza di città e paesi d’Italia intorno al mare, un patto strategico che vede i Comuni della costa adriatica uniti contro l’invasione della plastica monouso. I primi firmatari di questo accordo sono Rimini e Vasto, seguiti prontamente da Riccione e Bellaria-Igea Marina, che hanno deciso di collaborare attivamente con il mondo scientifico e le associazioni ambientaliste.

Cosa aspettarsi sull’ecosistema marino in Europa
Il cuore dell’iniziativa risiede nella lotta alle microplastiche e alla contaminazione dei mari, un problema di proporzioni globali se si considera che ogni anno finiscono in acqua circa dieci milioni di tonnellate di rifiuti. L’Alleanza non si limita alla teoria, ma punta a un trasferimento concreto di competenze: l’idea è che le buone pratiche già collaudate con successo da alcuni Comuni diventino uno standard per tutti gli altri membri della rete.
Si vuole passare da una gestione emergenziale, spesso affidata alla buona volontà dei volontari che ripuliscono le spiagge, a una strategia di prevenzione radicale che impedisca ai rifiuti di raggiungere il mare, monitorando con attenzione anche l’apporto inquinante dei fiumi. Bisogna quindi cercare di tamponare il tutto all’origine, evitare proprio che si verifichino episodi così gravi di inquinamento da microplastiche.
Il progetto si muove in piena sintonia con le direttive dell’Unione Europea, ponendo l’accento sulla responsabilità individuale e collettiva. I sindaci e gli assessori coinvolti sottolineano come l’orgoglio di appartenere a questa rete derivi dalla necessità di rispondere alle richieste dei cittadini, sempre più sensibili al decoro urbano e alla tutela ambientale.
Questa è una cosa davvero importante, perché se sono i cittadini ad essere i primi a sentirsi parte di questo progetto, è molto probabile che si riesca ad avere un risultato molto positivo. Tra le azioni previste per questo progetto ritroviamo la diffusione di un decalogo, campagne negli studi medici e sostegno al settore ittico.
Nel primo caso si tratta di un elenco di comportamenti virtuosi facilmente adottabili da chiunque nella vita quotidiana. Spazio poi all’informazione diretta sui rischi sanitari legati all’uso eccessivo di imballaggi in plastica, il cosiddetto overpackaging. Infine si parla di incentivi per i pescatori affinché sostituiscano le reti in plastica e le cassette di polistirolo con materiali biodegradabili o sostenibili.
In ultima analisi, l’Alleanza promuove la consapevolezza che proteggere il mare significa proteggere noi stessi. Piccole modifiche alle abitudini quotidiane, prive di costi o grandi disagi, possono generare un impatto monumentale sulla qualità della vita e sulla salute pubblica, garantendo un futuro più pulito alle prossime generazioni.