Il rumore del terremoto, l’INGV spiega le caratteristiche del fenomeno

di Redazione 2

Il rumore del terremoto è un fenomeno giudicato sempre più rilevante, di cui l’INGV, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, si occupa già da tempo. Fin dall’antichità si registrano testimonianze in merito, rombi ma anche schiocchi e sordi boati, vediamo quindi le caratteristiche del fenomeno.

L’INGV spiega come il rumore del terremoto sia un fenomeno sonoro noto fin dall’antichità: ne parla anche Seneca nel sesto libro delle Naturales Quaestiones. Gli esperti chiariscono che non si tratta affatto di suggestione: il rumore viene effettivamente prodotto dal passaggio delle onde sismiche, in quanto

Il terreno si comporta come un enorme altoparlante che si muove sotto i nostri piedi trasferendo le vibrazioni all’aria. Sono le onde P (le più veloci, quindi quelle che arrivano per prime nel tragitto dall’ipocentro al luogo di osservazione) a essere la causa principale dell’emissione acustica, mentre le più lente onde S sono maggiormente responsabili dello scuotimento del terreno.

Secondo quanto molti cittadini affermano, interrogati sugli attimi in cui la terra comincia a tremare, nonché sugli attimi direttamente precedenti, tale genere di rumore può essere scambiato per un tuono, un esplosione o anche la detonazione di un colpo di fucile, a seconda dei casi.

L’INGV per portare avanti lo studio del rumore del terremoto ha utilizzato anche uno strumento di cui vi abbiamo già parlato in passato: il sito di raccolta in tempo reale delle informazioni relative ai terremoti intitolato Haisentitoilterremoto.it, in cui chiunque sia stato testimone di un fenomeno sismico può compilare un questionario in quei, tra le altre cose, può mettere nero su bianco i rumori uditi prima e durante la scossa.

Lo studio di questa massa di informazioni ha peraltro concorso alla realizzazione dell’interessante studio incentrato sulla correlazione tra il rumore del terremoto e l’intensità dello stesso di cui vi avevamo già parlato qualche tempo fa.

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