Trivellazioni petrolifere, Orlando chiede un’analisi all’Ispra

di Matteo Carriero Commenta

Di trivellazioni petrolifere in Italia si parla sempre troppo poco. I permessi per le esplorazioni petrolifere continuano a essere concessi, le piattaforme a esser costruite, le navi di ricerca a solcare le nostre acque. Ora il ministro Orlando chiede un’analisi all’Ispra su costi/benefici della ricerca di idrocarburi, ma in realtà il ministro non sembra animato da grande determinazione.

Il ministro Orlando ha chiesto all’Ispra una “raccolta organica e ragionata delle informazioni consolidate e disponibili” al fine di

definire un quadro quanto più completo possibile sullo stato delle conoscenze in materia e di consentire più accurate e solide analisi dei costi e dei benefici conseguenti.

Il ministro ha incontrato a Chieti alcuni sindaci della costa teatina, e proprio nei dintorni si parla della costruzione di una nuova piattaforma, la Ombrina 2. Orlando ha dichiarato:

Fare un parco significa valorizzare un tratto di costa in tutte le forme in cui la valorizzazione va realizzata. Per quanto riguarda ‘Ombrina 2’ ho chiesto un supplemento istruttorio, ho rinviato l’autorizzazione alla commissione per la valutazione dell’impatto ambientale.

In un quadro di deriva petrolifera alquanto netta, portata avanti in grande stile dal duo Clini-Passera del precedente governo Monti, l’operato di Orlando sembra ben rappresentato dalla richiesta di un’analisi dei costi/benefici della ricerca di idrocarburi e dalla morbidezza quasi tenera con cui il ministro chiede supplementi istruttori per nuove piattaforme petrolifere off-shore. L’operato del ministro ci sembra, almeno fino a questo momento, estremamente blando (per usare un eufemismo).

Ci si riempie sempre la bocca di belle parole contro le fonti fossili, in vista di un futuro meno sporco, di un futuro in cui la Green Economy giochi un ruolo fondamentale, poi però, quando si tirano le somme sullo sfruttamento delle fonti fossili (petrolio in questo caso), con tutti i danni e i rischi che ciò comporta per l’ambiente, ci si accorge facilmente che di abbandonare tali forme di approvvigionamento il governo italiano non sembra avere poi tanta voglia.

Photo Credits | St33vo su Flickr

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