Uragani, più ne aumenta la forza, e più aumenta il riscaldamento globale

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Uno studio sull’impatto degli uragani negli Stati Uniti mostra che i danni provocati alle foreste possono diminuire la capacità di assorbire anidride carbonica, quindi dare un importante contributo al riscaldamento globale. I ricercatori della Tulane University del Dipartimento di Ecologia e Biologia Evoluzionistica hanno esaminato l’impatto dei cicloni tropicali sulle foreste degli Stati Uniti dal 1851 al 2000 e hanno rilevato che i cambiamenti nella frequenza degli uragani potrebbe contribuire al riscaldamento globale. I risultati saranno nel prossimo numero di Proceedings of the National Academy of Sciences.

Gli alberi assorbono l’anidride carbonica per crescere, e la rilasciano quando muoiono, a causa della vecchiaia, o perché abbattuti dall’uomo o dagli uragani. L’importo annuale di biossido di carbonio prodotto da una foresta rimosso dall’atmosfera è determinato dal rapporto tra la mortalità e la crescita dei vari alberi. Quando questi sono stati distrutti in massa dagli uragani, non solo ci sarà un minor numero di alberi nella foresta per assorbire i gas a effetto serra, ma le foreste potrebbero diventare responsabili delle emissioni di biossido di carbonio, che causano il riscaldamento del clima.

Altri studi, effettuati dall’ecologista Jeff Chambers, indicano che gli uragani si intensificheranno a causa del riscaldamento del clima. Un cane che si morde la coda.

Se le distruzioni degli uragani diventeranno più intense e più frequenti in futuro, la mortalità degli alberi, e di conseguenza il danno, saranno superiori a 50 milioni di tonnellate di biomassa all’anno

spiega Chambers. Lo studio, effettuato da Hongcheng Zeng, sempre della Tulane, stabilisce un importante riferimento per valutare le variazioni nella frequenza e l’intensità dei futuri uragani. Utilizzando misurazioni di campo, analisi di immagini satellitari e modelli empirici per la valutazione del ciclo del carbonio delle foreste e dell’impatto, i ricercatori hanno stabilito che una media di 97 milioni di alberi sono stati colpiti ogni anno negli ultimi 150 anni, solo negli Stati Uniti, dando vita a 53 milioni di tonnellate annue di biomassa ed una perdita media di carbonio rilasciato di 25 milioni di tonnellate.

Chambers ha confrontato i dati di questo studio con quelli del 2007 e ha dimostrato che una singola tempesta, come l’uragano Katrina, ha distrutto quasi 320 milioni di alberi con una totale perdita di biomassa equivalente al 50-140% del netto annuo degli alberi delle foreste americane.

La conclusione a cui arriva Chambers è che l’eventuale aumento della forza degli uragani, dovuta al riscaldamento globale, porterebbe ad una perdita di biomassa superiore a 50 milioni di tonnellate che potenzialmente aggraverebbero ancora di più la situazione, rendendo vano anche il tentativo dell’uomo di ridurre le emissioni per combattere il riscaldamento globale.

Fonte: [Sciencedaily]

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