Il riscaldamento terrestre incrementa la frequenza degli uragani. In futuro possibili rischi per il Mediterraneo

di Chiara Ranallo Commenta

Ciclone, tifone, uragano. Nomi diversi per lo stesso fenomeno: un vortice di acqua calda che si alimenta di continuo a causa del calore e dell’acqua, di cui è composto, che si condensa. Il vortice, il cui andamento rotatorio è dovuto alla rotazione della Terra, produce venti fortissimi in grado di raggiungere una velocità di 200 k/h. L’origine principale degli uragani, dunque, è l’acqua calda, ed è per questo che molti esperti ritengono che il riscaldamento terrestre abbia causato, negli ultimi anni, un’intensificazione del fenomeno. Alcuni ricercatori della Florida State University e dell’università Wisconsin-Madison hanno dimostrato che l’aumento di un solo grado di temperatura delle superfici oceaniche determina il 31% in più di uragani in un anno. Anche alcuni climatologi del Cnr hanno confermato il legame tra il surriscaldamento globale e gli uragani, aggiungendo che in futuro il nostro Paese potrebbe correre dei rischi a causa del riscaldamento del Mediterraneo. Per adesso il nostro Mare riesce, fortunatamente, a smorzare i piccoli cicloni che ogni tanto si verificano nelle sue acque. Speriamo che continui cosi a lungo.

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