Nucleare e rinnovabili, Prestigiacomo: necessaria una riflessione

di Valentina Ierrobino 3

In un Paese che non vuole il nucleare, non vuole i rigassificatori, non vuole le centrali termoelettriche, non vuole le trivellazioni off shore, trova l’eolico troppo impattante e non gradisce nemmeno troppo i grandi impianti di fotovoltaico, ma continua a consumare energia da grande potenza industriale pagandola sempre di più e questo carica di costi pesanti sia le famiglie che il sistema produttivo che, credo che una riflessione complessiva vada fatta.

questo il pensiero di Stefania Prestigiacomo che punta sulla realizzazione dei rigassificatori e che invita il Sud a investire sull’energia solare perché non si può sempre contare sugli aiuti. Ma gli aiuti il Sud non li riceve, semmai li dà al resto del Paese.

Di fatto i rigassificatori di Melilli, in provincia di Siracusa, di Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, e di Brindisi, sono bloccati o dalla Regione Sicilia, o da ricorsi al Tar o dalla magistratura. Diversa la situazione per gli elettrodotti, con la nuova inaugurazione della tratta Benevento-Foggia ma, se da un lato l’infrastruttura porterà benefici economici agli utenti, rimane tuttavia aperta la questione dell’inadeguatezza delle reti su cui il governo, “sta lavorando”. Il ministro dell’Ambiente si dice consapevole del ripensamento sul piano energetico nazionale, dopo il disastro di Fukushima e l’esito dei referendum abrogativi in Italia, e spera che le fonti rinnovabili

possano raggiungere la cosiddetta grid parity, avere cioè costi competitivi con le fonti tradizionali e fare a meno degli incentivi.

Precisa infine

Dobbiamo anche tener conto, e ne devono tener conto soprattutto le comunità locali che per produrre grandi quantità di energia con le rinnovabili bisognerà occupare con pannelli solari e pale eoliche grandi porzioni di territorio e su questo tema spesso il territorio e le sue istituzioni si mettono di traverso bloccando i progetti e le regioni del Sud sono quelle più agguerrite in questo atteggiamento. In altre parole non c’è energia senza costi ambientali, vanno adottate scelte equilibrate. Certamente il Sud per la sua posizione geografica e climatica è ideale per una forte crescita del solare. Il governo sostiene questa opzione puntando però a evitare speculazioni e perseguendo con durezza le infiltrazioni della criminalità organizzata.

[Fonte: Il Corriere del Mezzogiorno]

 

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