Marea nera, la BP potrebbe essere responsabile dell’estinzione di un cavalluccio marino

di Marco Mancini 1

Il disastro della fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico ha provocato danni che ancora oggi, ad oltre un mese dalla chiusura della falla, non sono perfettamente calcolabili. La fauna marina è sicuramente quella che ha pagato il prezzo più alto, ma in questi giorni alle conseguenze sulla salute dei pesci si aggiunge una preoccupazione in più.

Almeno una specie di quelle che vivevano nel Golfo e che era minacciata di estinzione, il cavalluccio marino nano, rischia di sparire. Questo particolare cavalluccio è un piccolo animale lungo meno di due centimetri che non vive in nessun altro posto del pianeta, nuota tra le praterie di fanerogame in acque poco profonde la maggior parte dell’anno ma, secondo recenti dati, non vi nuoterà ancora per molto dato che alcuni di questi esemplari sono stati uccisi dalle tossine fuoriuscite dalla falla della Deepwater Horizon.

Il Project Seahorse avverte del pericolo che questa creatura corre, così come numerose altre specie di cavalluccio marino. La University of British Columbia nota che le modalità che BP ha utilizzato per il risanamento dell’area non sono state esattamente “benefiche” per la specie. Il petrolio che brucia finito tra le fanerogame marine pare sia il responsabile della morte di alcuni dei cavallucci marini, vista la distruzione del loro habitat. L’uso di disperdenti chimici ha poi fatto il resto.

Mentre la fuoriuscita era catastrofica per questi animali e gli ecosistemi, anche la pulitura pone minacce notevoli. I disperdenti utilizzati per diluire il petrolio causano alcune delle tossine che affondano e si diffondono, fino a depositarsi nelle fonti alimentari, provocando l’avvelenamento di più animali

afferma il prof. Heather Masonjones, biologo marino presso l’Università di Tampa. Il numero di animali uccisi dalla marea nera è per ora una somma abbozzata, ma si teme che sia molto alto, dato che alcuni rapporti parlano di emersione dal mare di tartarughe che bruciavano vive.

Una cosa è certa: non è solo il cavalluccio marino nano a rischiare l’estinzione. Ecco perché le azioni dei conservazionisti come Jack Rudloe che stanno costruendo una specie di Arca di Noè per preservare per le specie in pericolo sono così importanti. Speriamo che una piccola popolazione di cavallucci marini nani sia ancora rintracciabile per ricreare un certo numero di esemplari e salvarli dall’estinzione, altrimenti il rischio di perdere l’ennesima specie diventa molto alto.

Fonte: [Treehugger]

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