Nell’Oceano Pacifico, si trova un
Arcipelago di 600 isole in cui coesistono le specie animali e vegetali piu’ spettacolari e rare al mondo, questo paradiso si chiama
Raja Ampat. Da circa due secoli centinaia di ricercatori e naturalisti sono approdati alla volta di queste meravigliose isole, scoprendo ogni volta nuove specie di animali, nuovi scorci e nuove vegetazioni. Oggi viene definita come
“la culla della creazione nel mezzo dell’Oceano”, per il patrimonio di
biodiversita’ che rappresenta. Una spedizione condotta nel 2001 tra le Isole Wyang e Raja Ampat, consenti’ agli scienziati di classificare circa 4000 specie di pesci ed oltre 450 di coralli, un numero di gran lunga superiore a quello presente nel
Mar dei Caraibi e nella
barriera corallina australiana.
La barriera corallina è praticamente intatta, tuttavia nelle zone piu’ soggette all’azione umana si è potuto osservare il fenomeno del bleaching, ossia sbiancamento, che ha causato la perdita della maggior parte della popolazione di coralli nel mondo. La bellezza del mondo sottomarino è infinita, ad esempio tra i coralli si puo’ trovare la piu’ piccola specie di cavalluccio marino, Hippocampus bargibanti, integrato alla struttura dei rami. Invece tra le alghe si mimetizza il pesce rospo (peraltro raro in queste zone), Halophryne diemensis, per nutrirsi di gamberetti, pesci piccoli e plancton.
Nelle acque basse di Raja Ampat, c’è una foresta di coralli molli, chiamati cosi’ perchè non sono dotati dello scheletro duro dei loro “parenti” ed, ognuno di essi ha otto braccia che intergiditano le une con le altre, creando giochi di colore e di luce spettacolari. Tra le specie pericolose c’è sicuramente il pesce scorpione, che nuota nei fondali lentamente ed è in grado di emettere un potente veleno, letale per i nemici ma non per l’uomo. Il tesoro di questo arcipelago non è visibile spesso ad occhio nudo, ma se ci si immerge si entra a contatto con una babele di coralli da cui sbucano, pesci farfalla e pesci piastrella, labirinti di ottocoralli colorati e spettacolari.
La bellezza delle isole Raja Ampat non sta solo nei fondali marini ma anche sopra il livello del mare. Tra coste lussureggianti, chiamate dai naturalisti
“funghi ricoperti da alberi“, s’intrecciano ruscelli e cascate di acqua dolce e salmastra. Ogni tratto di terra è ricoperto da foresta e, dove è arrivato l’uomo a distruggere, l’acqua dilava i detriti rimasti, rilasciandoli in mare e danneggiando i coralli. La terra ferma è un ritrovo per molte specie di
uccelli, anche rare, che qui trovano cibo, come i
beccapesci, che sono molto numerosi.
Dal
1856 gli scienziati, attraverso le prime
spedizioni, erano convinti che questo posto isolato dal mondo potesse offrire un patrimonio, naturale, biologico e molecolare inestimabile. Ad oggi l’obiettivo dei
biologi e dei genetisti è quello di isolare, da specie rare ed altamente conservate, molecole di interesse biologico, soprattutto ad attivita’
antitumorale ed antiinvecchiamento. Certo le speculazioni economiche non mancano, dalle
pesche illegali di sgombri, all’inquinamento con metalli pesanti,
cadmio soprattutto, di queste acque, per non parlare dello sfruttamento delle foreste e della
pesca al cianuro, che stanno distruggendo le distese di coralli. Gli scienziati stanno cercando di avvalersi dei dati raccolti, per sensibilizzare la popolazione locale e guineiana a proteggere questo
patrimonio naturale.
#1lucy
Raja Ampat nell’ Oceano Pacifico, meravigliose isole da sogno, rappresentative di uno spettacolare patrimonio di biodiversità unica al mondo. E’ vero ma perchè anche qui l’ uomo è arrivato a rovinare questo Paradiso terrestre? Noi dovremmo essere i “guardiani ” del pianeta Terra!!
Il mondo non ci appartiene, non abbiamo nessun diritto di distruggerlo!!
#2Paola
è vero sono uniche e anche noi siamo unici nel nostro modo di sperperare questo patrimonio!