Le Galapagos non sono più in pericolo, cancellate dalla lista dei siti in pericolo

di Marco Mancini Commenta

L’Onu ha cancellato le Isole Galapagos dalla sua lista del patrimonio mondiale in pericolo, grazie ad un maggior impegno da parte dell’Ecuador a tutela della biodiversità dell’arcipelago, unica al mondo. Il comitato del patrimonio mondiale delle Nazioni Unite per l’istruzione, la scienza e la cultura (Unesco) ha votato con 15 voti a favore e 4 contro per rimuovere le isole dalla lista dei siti in pericolo da minacce ambientali.

È importante riconoscere lo sforzo fatto dal Governo ecuadoriano per preservare questo patrimonio

ha spiegato Luiz Fernando de Almeida, capo della delegazione brasiliana, che ha proposto la mozione in occasione della riunione di Brasilia. Il Governo dell’Ecuador si è detto soddisfatto della decisione che ha visto la cancellazione delle isole dalla lista in cui era finita nel 2007, ma alcuni ambientalisti si sono detti preoccupati.

L’amministrazione del presidente Rafael Correa aveva affrontato gravi problemi in tutto l’arcipelago, ma era troppo presto per dichiarare vittoria, ha avvertito Barry Johannah, capo della Galapagos Conservancy, un gruppo di ricerca con sede in Virginia.

La crescente presenza dell’uomo nelle Galapagos, sia attraverso il turismo che tra i residenti, ha messo a rischio la biodiversità. L’introduzione di malattie, le piante esotiche invasive e gli animali sono tutti fattori che devono essere affrontati immediatamente e con aggressività. Credo che la decisione sia prematura e spero non sia un segnale di allentamento della gestione vigile e degli sforzi di conservazione.

L’arcipelago di isole vulcaniche, a 600 miglia al largo della costa del Pacifico dell’Ecuador, ospita specie endogene come le tartarughe giganti e le sule, le quali hanno contribuito ad ispirare le teorie di Charles Darwin sull’evoluzione e la selezione naturale. Una popolazione umana permanente ha aumentato la propria presenza di circa 30.000 individui nel decennio passato, “gonfiati” da più di 190.000 turisti ogni anno. Tutto questo ha destato la preoccupazione per l’inquinamento, perdite di carburante ed il bracconaggio.

I coloni umani hanno portato anche le specie invasive come gli insetti, gatti, topi, bovini e le formiche che minacciano un habitat che si è evoluto in isolamento nel corso dei millenni. Il Governo dell’Ecuador ha cercato di bilanciare la conservazione ed il turismo con le esigenze dei residenti e dei lavoratori migranti dal continente sudamericano. Le autorità hanno cercato di limitare il numero di nuovi arrivi e gli immigrati clandestini. Tuttavia discariche e sviluppi di nuove abitazioni continuano a germogliare su alcune isole.

Un team dell’Unesco ha recentemente ispezionato l’arcipelago prima del voto, ed ha affermato che i controlli in materia di migrazione e l’introduzione di specie invasive erano stati serrati. Nessuna preoccupazione quindi? E’ presto per dirlo, certamente ora gli occhi degli ambientalisti di mezzo mondo saranno puntati sulle isole.

Fonte: [The Guardian]

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