Bike sharing, Londra inaugura una mega-rete da 400 stazioni

di Marco Mancini 3

Con un po’ di ritardo, alla fine anche Londra ci è arrivata. Stiamo parlando del bike-sharing, il sistema di condivisione delle biciclette che in Italia ha preso piede già da qualche anno, ma che ora è disponibile anche nella Capitale inglese. Il leggero ritardo rispetto agli altri Paesi è però dovuto solo ad una questione di organizzazione, dato che il Barclays Cycle Hire, il nome della rete finanziata dalla banca d’affari Barclays, consta di 400 stazioni e 6.000 biciclette (che diventeranno 8.000 a breve).

Si tratta di uno dei sistemi di bike-sharing più grandi al mondo, secondo solo a quello di Parigi (il Velib) che ha a disposizione addirittura 750 stazioni per 10 mila biciclette. Nulla a che vedere con ciò a cui ci tocca assistere nella nostra di Capitale, dove le biciclette a disposizione sono circa 200 per soltanto 25 stazioni.

Il provvedimento, costato 25 milioni di euro, quindi nemmeno tanto se pensiamo ai vantaggi in termini di traffico ed emissioni, è servito in quanto a Londra il numero di biciclette rubate era salito enormemente negli ultimi tempi, tanto da far scegliere a sempre più persone l’auto o altri mezzi inquinanti, lasciando sempre più di frequente le due ruote in garage. La media di 63 bici rubate al giorno potrà solo abbassarsi, e la svolta ecologica sembra piacere ai londinesi.

Una svolta anche economica, dato il bassissimo prezzo del noleggio: una sterlina per 24 ore, 5 sterline per una settimana e 45 sterline (poco più di 50 euro) per un anno. All’inaugurazione del nuovo sistema di traffico su due ruote, il sindaco della Capitale inglese, Boris Johnson, si è presentato ovviamente in bicicletta, ed ha spiegato:

Ciò che creiamo non è soltanto un dispositivo di biciclette self-service, ma una nuova forma di trasporto pubblico più verde e più salutare. Pensiamo che questo dispositivo diventi molto popolare.

Ora l’amministrazione londinese calcola che circa 30-40 mila cittadini si serviranno ogni giorno di questi mezzi, il che significa migliaia di auto in meno in giro per le strade, mezzi pubblici meno affollati e aria decisamente più respirabile.

Commenti (3)

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