Buco dell’ozono, più grande del previsto sull’Artico

di Marco Mancini Commenta

Buco dell’ozono: un nuovo studio coordinato dalla NASA ha registrato una diminuzione senza precedenti dello strato protettivo di ozono della Terra sopra l’Artico durante lo scorso inverno. La causa di questo impoverimento, secondo quanto affermato dai ricercatori, sarebbe imputabile a quello che è stato un periodo insolitamente prolungato di temperature estremamente basse nella stratosfera. La ricerca, pubblicata online dall’autorevole rivista di divulgazione scientifica Nature, evidenzia che la quantità di ozono andata perduta nella regione artica nel 2011 è paragonabile a quella osservata in Antartide, dove si è venuto a creare un “buco” nello strato di ozono ogni primavera a partire dalla metà degli anni Ottanta.

Lo strato di ozono stratosferico, che si estende da 10 a 20 miglia circa (tra i 15 ed i 35 km) sopra la superficie, protegge la vita sulla Terra dai raggi ultravioletti dannosi del sole. Il buco dell’ozono sopra l’Antartide si forma quando le condizioni estremamente fredde, comuni nella stratosfera durante l’inverno antartico, innescano reazioni che trasformano il cloro nell’atmosfera riversato dai prodotti chimici usati dall’uomo in forme che distruggono l’ozono. La stessa perdita di ozono si verifica ogni inverno nell’Artico. Tuttavia, le condizioni generalmente più calde della stratosfera limitano l’area interessata e l’arco di tempo durante il quale avvengono le reazioni chimiche, dunque solitamente nella regione artica si ha una perdita inferiore di ozono rispetto all’Antartide.

Il periodo di freddo nella regione artica è durato oltre 30 giorni in più nel 2011 che in ogni inverno artico precedentemente studiato, pertanto si è registrata una perdita di ozono senza precedenti. Sono necessari ulteriori studi per determinare quali fattori hanno causato un inverno così freddo e lungo. Gloria Manney, autore principale dello studio, afferente al NASA’s Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California, spiega:

La differenza con gli inverni precedenti è che le temperature erano abbastanza basse per permettere la produzione di forme di cloro che distruggono l’ozono, per un tempo molto più lungo. Ciò implica che se d’inverno le temperature artiche stratosferiche caleranno leggermente in futuro, per esempio a causa dei cambiamenti climatici, potranno verificarsi più di frequente delle gravi perdite di ozono artico.

[Fonte:  Unprecedented Arctic ozone loss in 2011, Nature]

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