Il buco dell’ozono si restringe grazie all’aria calda nella stratosfera

di Matteo Carriero 2

 La NASA diffonde le ultime rilevazioni riguardanti il buco dell’ozono, e per fortuna si tratta di buone notizie. Rispetto al record raggiunto nel 2000, quando il buco dell’ozono quasi toccò i 30 milioni di km quadrati di estensione, l’estensione odierna appare decisamente più contenuta: si parla di 17,9 milioni di km quadrati, la seconda grandezza più piccola registrata negli ultimi venti anni. La causa del calo secondo gli esperti è nella naturale fluttuazione di aria calda nella stratosfera.

Secondo gli esperti della NASA e del Noaa, Agenzia americana per l’atmosfera e gli oceani, il buco dell’ozono quest’anno segna la seconda più piccola grandezza degli ultimi due decenni, con un’ampiezza pari a circa 17,9 milioni di km quadrati. Paul Newman, scienziato del Centro Goddard della NASA, ha spiegato:

Il buco dell’ozono è causato principalmente dal cloro prodotto dagli impianti industriali e i livelli di questa sostanza sono ancora rilevabili nella stratosfera antartica.. Quest’anno le naturali fluttuazioni atmosferiche hanno portato a riscaldare la stratosfera e queste temperature più alte hanno portato a ridurre il buco dell’ozono.

Il buco dell’ozono, ovvero l’assottigliamento dello strato di ozono nell’atmosfera che protegge dai raggi ultravioletti del sole, assai nocivi per la salute, torna quindi a rafforzarsi. Dallo strato di ozono presenta nell’atmosfera dipende il 99 per cento dell’assorbimento della radiazioni ultraviolette, e come è noto tale assottigliamento non riguarda, omogeneamente, l’intera estensione del pianeta, ma aree più specifiche, in particolar modo l’Antartide. Come ben sanno gli ambientalisti, il problema dell’assottigliamento dello strato di ozono dovuto a emissioni inquinanti di origine antropica (poiché il fenomeno dell’assottigliamento dello strato, in sé, avviene anche in maniera temporanea ma naturale nelle regioni polari) ha cominciato a esser considerato a partire dagli anni 80. Da allora il problema del buco dell’ozono è stato oggetto di monitoraggio continuo, mentre fondamentali misure di contrasto all’emissione di clorofluorocarburi hanno cominciato a essere approvate in tutto il mondo.

Nonostante gli ottimi dati registrati quest’anno, e l’indubbi benefici apportati dalle politiche di contenimento dell’inquinamento di Cfc, nondimeno l’attenzione deve restare alta, poiché, come hanno spiegato gli esperti, le rilevazioni positive di quest’anno sono dovute a fluttuazioni naturali.

Photo Credits | Werner Kunz su Flickr

Commenti (2)

  1. Posso solo dire con sollievo che ho trovato qualcuno che sa realmente di cosa sta parlando! Lei sicuramente sa come portare un problema alla luce e renderlo importante. Altre persone hanno bisogno di leggere questo e capire questo lato della storia.

  2. Grazie all’autore del post, hai detto delle cose davvero giuste. Spero di vedere presto altri post del genere, intanto mi salvo il blog trai preferiti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.