Il buco nell’ozono? Forse è meglio lasciarlo aperto

di Paola P. 12

Il buco nello strato di ozono è ormai costantemente in chiusura, ma la sua riparazione potrebbe effettivamente aumentare il riscaldamento del Sud del mondo, secondo gli scienziati dell’Università di Leeds. Il buco dell’ozono antartico una volta era considerato come una delle maggiori minacce ambientali, ma la scoperta di un feedback in precedenza sconosciuto dimostra che esso ha invece contribuito a proteggere questa regione dal riscaldamento indotto dal carbonio negli ultimi due decenni.

I venti ad alta velocità nella zona sotto il buco hanno portato alla formazione di nubi nel periodo estivo, che riflettevano i più potenti raggi del sole.

Queste nubi hanno agito come uno specchio per i raggi del sole, che riflette il calore lontano dalla superficie nella misura in cui il riscaldamento, dovuto alle emissioni di anidride carbonica in aumento, è stato effettivamente annullato in questa regione durante la stagione estiva. Se, come sembra probabile, i venti si fermeranno, l’aumento delle emissioni di CO2 potrebbe quindi causare l’accelerazione del riscaldamento dell’emisfero meridionale, che avrebbe un impatto sulle previsioni del clima futuro

ha spiegato il professor Ken Carslaw dell’Università di Leeds, co-autore della ricerca.

La chiave di questa scoperta di recente è l’aerosol, minuscole particelle in sospensione all’interno dell’aria che sono conosciute per avere un enorme impatto sul clima.

I gas ad effetto serra assorbono la radiazione infrarossa dalla Terra e la rilasciano di nuovo nell’atmosfera sotto forma di calore, causando il riscaldamento del pianeta nel corso del tempo. L’aerosol opera contro questo riflesso verso lo spazio, raffreddando il pianeta. Sotto il buco dell’ozono antartico, il vento ad alta velocità solleva grandi quantità di spruzzi del mare, che contiene milioni di minuscole particelle di sale. Questo “spray” costituisce poi delle goccioline che, infine, compongono le nuvole. Gli spruzzi sono aumentati nel corso degli ultimi due decenni e hanno reso queste nubi più luminose e più riflettenti.

Se lo strato di ozono si richiudesse, si ritiene che questo meccanismo di feedback potrebbe diminuire in efficacia, o addirittura essere invertito, con conseguente riscaldamento accelerato nel Sud del mondo.

[Fonte: Sciencedaily]

Commenti (12)

  1. anke qst sito è abbastanza belllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo basta sto sklerandoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo ciaoooooooooooooooooooo aaaaaaaaaaaaaaaaaaa tttttttuuuuuuuuutttttttttttttttttttttttttttttiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii hihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihihi

  2. a drog sa fat chist

  3. mi fa un po di paura pero quello si e fatto una droga vero xd

  4. La sfortuna è che non è l’unico a pensarlo e in effetti direi che il problema principale è l’effetto serra artificiale, quello naturale invece permette assieme all’ozono di poter sopravvivere sulla Terra, infatti mantiene la termperatura ben al di sopra del punto di congelamento dell’acqua.

  5. chiara ma nn fare la scienziata!!!!!!!!!!!!

  6. Ragazzi, capisco lo sconcerto… purtroppo gli scienziati non concordano su molti punti, riguardo al riscaldamento globale, all’impronta ecologica dell’uomo, al buco dell’ozono, all’effetto serra. E noi comuni mortali facciamo ancora più fatica a farci un’opinione quando la stessa scienza è discorde… di una cosa però sono certa, inquinare non fa bene né a noi né alla Terra e gli effetti dell’inquinamento sono visibili a tutti, non bisogna essere degli scienzati per vederli, basta guardarsi attorno e registrare i cambiamenti nell’ambiente in cui viviamo…

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