Campania: chi pensa alle conseguenze sulla salute dei cittadini?

di Barbara 7

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I media hanno dedicato spazio al problema dei rifiuti in Campania, ma cio’ non ha fatto luce sui profondi disagi, con cui i cittadini sono costretti a convivere da anni, riportando enormi danni alla salute ed al benessere psico-fisico. La Campania da piu’ di 15 anni vive una situazione estremamente controversa in merito al ciclo dei rifiuti, allo smaltimento e allo stoccaggio di questi ultimi, sia per le infiltrazioni illegali nelle procedure amministrative e gestionali, sia per l’accumulo di spazzatura nei centri urbani e gli scarsi controlli per evitarli. Anche se gli studi epidemiologici sono stati numerosissimi e la percentuale di morti per malattie tumorali fulminanti o per malattie genetiche sia cresciuta notevolmente, non è stata provata ancora una relazione di causa-effetto tra l’accumulo di rifiuti urbani e l’incidenza delle malattie.


Tuttavia risulta evidente che la percentuale maggiore di nascite con malformazioni congenite vascolari e con malformazioni genetiche si ha nelle zone agricole ed industriali della regione (Area Nord e Nord-est di Napoli). Invece nell’area del casertano si concentrano maggiormente casi di malformazione e neoplasie vescico-urinarie.

I dati allarmanti degli ultimi 10 anni, sono destinati ad aumentare progressivamente, non solo per la presenza dei rifiuti in strada, ma per la cattiva gestione del loro smaltimento, infatti la recente legge, che consentirebbe la combustione di balle non a norma, determinerebbe l’immissione di prodotti altamente nocivi nell’aria, per l’uomo e per gli animali.

Inoltre sono anni che i cittadini delle province di Napoli e Caserta, convivono con il suolo inquinato da scarichi industriali non a norma, in cui pascolano animali, destinati all’uso alimentare, su cui vengono coltivati prodotti agricoli. La conseguenza è che l’ accumulo di elementi nocivi anche in piccole dosi non risparmia in nessun modo alcun abitante di queste aree. Parliamo di elementi come, idrocarburi, epossidi, cloruri, metalli pesanti, amine aromatiche, il cui effetto verra’ amplificato quando aumenteranno le temperature.

L’indagine sulla composizione idrica dei fiumi campani ha dimostrato una massiccia presenza di cadmio, piombo, mercurio, tensioattivi e sostanze tossiche, derivate da scarichi industriali e domestici, anche in tratti lontani da centri cittadini, con conseguenze sulla fauna d’acqua dolce. Senza dubbio a causa delle piogge che hanno accompagnato questi ultimi mesi, la tossicita’ dei rifiuti rischia di contaminare le reti idriche cittadine (attraverso tombini ed acquedotti), causando l’insorgenza di potenziali epidemie. E’ necessario pertanto non abbassare mai la guardia su questo problema, che sta coinvolgendo in toto una regione, danneggiandola economicamente, socialmente ed umanamente.

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