Erbacce tra le principali cause del riscaldamento globale

di Marco Mancini Commenta

Lewis Ziska, un ecologista del Servizio di ricerca del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, è convinto che la causa del riscaldamento globale siano le erbacce, o erbe infestanti, che dalle simulazioni del campus di Beltsville, aumenterebbero la quantità di carbonio con l’aumentare della loro presenza.

In pratica la ricerca dell’Università americana ha compreso come la frequenza di crescita delle erbacce negli ultimi 30-40 anni, abbia comportato un aumento della presenza del carbonio nella loro zona. E l’aumento del carbonio significa anche maggior riscaldamento globale. Lo scienziato ha ipotizzato che l’umanità, se non porrà rimedio a questo grave problema, si ritroverà come il suo giardino, in cui ha in un certo senso “allevato” le erbacce, rendendolo inutilizzabile, perchè esse non permettono la vita di nessun altra specie lì intorno.


La sperimentazione è basata sul concetto che il carbonio, a parità di acqua, luce ed elementi nutrienti, è alla base della sopravvivenza delle piante, che senza di esso non potrebbero crescere. Il problema è che esso è il principale responsabile dell’effetto serra, ed è stimato in aumento verso la metà del 21^ secolo. L’effetto che questo incremento avrà sulle piante ancora non è molto conosciuto, ed è per questo che Ziski ha iniziato il suo progetto. Lo scienziato fu chiamato come esperto dai residenti della vicina Baltimora, a causa di un improvviso innalzamento delle temperature. In pratica nella cittadina si era creata una sorta di “isola di calore”, cioè una sorta di cappa in cui il termometro segnava alcuni gradi in più rispetto alle città vicine. Il primo dato rilevato da Ziski fu che la concentrazione di CO2 era maggiore che altrove, e ben al di sopra della media globale.

A quel punto Ziski si accorse che in una zona dedicata alla coltura biologica erano presenti semi di 35 specie diverse di erbacce. Lui provò a raccoglierli e seminarli anche nelle altre zone, sia cittadine che fuori città, e analizzò i dati per i 5 anni successivi. La scoperta lo lasciò stupefatto: le erbacce crescevano molto di più e più in fretta nelle zone più calde, perchè in grado di assorbire CO2, fino quasi a raddoppiare in città, rispetto alle zone industriali. Crescendo maggiormente, queste erbacce producevano molto più polline, ed emettevano altro carbonio, portando all’aumento esponenziale di altre erbacce simili. Non solo. Infatti è stato dimostrato che il suolo americano, per vie naturali, favorisce la formazioni di boschi e foreste. Anche le città, se all’improvviso venissero abbandonate, lascerebbero il posto a piante in maniera naturale. Ma se lasciato spazio a queste erbacce, esse sono in grado anche di soffocare le altre colture, e occupare tutta la zona disponibile, invadendo potenzialmente una città intera. Dopo 5 anni di esperimenti, l’erbaccia più grande (l’ailanthus altissima) era alta 5 metri.

E comunque rappresentano un danno, oltre che per la salute, anche per il portafoglio, dato che le erbacce costano agli agricoltori americani il 12% del loro raccolto, stimabile intorno a circa 33 miliardi di dollari. Ma alla fine non sono tutte dannose. Infatti alcune di esse, come proprio l’ailanthus, furono importate dall’Oriente perchè avevano proprietà medicinali, e quindi estirparle potrebbe anche diventare un business per le aziende farmaceutiche.

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