Via al Grande fratello 9 in una casa completamente ecologica

Il noto reality show trasmesso da Canale Cinque riapre i battenti il prossimo 12 gennaio, giungendo alla nona edizione. L’enorme successo di pubblico e il business che si alimenta ogni anno attorno ai signor nessuno reclusi per diventare qualcuno fa sì che la trasmissione trash, del voyerismo allo stato puro attragga sempre più sponsor e attenzione da parte dei media e dell’opinione pubblica.

Pro o contro Grande Fratello, se ne parla, volenti o nolenti. Se non altro perchè, più o meno come avviene con le soap, ovunque si vada, parrucchiere, cene, supermercato, fruttivendolo, da gennaio in poi si sente parlare di tizio ha litigato con caio, eliminazioni, penalità, risvolti sessuali di uno squallore sbalorditivo, sbandierati ai quattro venti in diretta. E non si vuole essere esclusi da queste edificanti conversazioni (che a volte è anche meglio), bisogna tenersi aggiornati, sarà capitato a qualcuno tra voi di sentirsi domandare con sguardo sbalordito: Ma come non sai chi è Francesco del Grande Fratello? No, non lo so, anche perchè alla Nona Edizione di Francesco ne saranno passati una decina. Quest’anno la novità positiva, che ci riguarda da vicino, è che la casa paparazzata 24 ore su 24 è completamente ecologica.

Maldive: un Paradiso inquinato

Anche le isole tropicali hanno i loro problemi di inquinamento. Anzi, forse sono ben peggiori dei nostri. Chi pensa che stare alle Maldive sia la cosa più bella del mondo, forse non sa in che condizioni vivono alcuni abitanti di quei luoghi, specialmente quelli meno accessibili ai turisti. Tutte le isolette della Repubblica asiatica infatti stanno avendo sempre più problemi con lo smaltimento dei rifiuti, tanto addirittura da sommergere alcune di esse, fino a non lasciare nemmeno un lembo di terra incontaminata.

La situazione peggiore è a Thilafushi, un’isoletta dell’atollo di Kaafu la quale, nonostante sia molto vicina alle zone turistiche, è letteralmente immersa dalla spazzatura, tanto da diventare l’isola dei rifiuti più grande del mondo. Tutto ciò è dovuto a due fattori fondamentali: il primo è che la raccolta differenziata o il riciclo non esistono. Queste parole sono letteralmente sconosciute in una terra che viene fatta rimanere volontariamente arretrata; e poi perché, data la sua assenza di turismo, concentrato su altri atolli, viene utilizzata come discarica a cielo aperto. Prima vi convergeva l’immondizia della sola capitale Malé, vista la vicinanza; oggi arriva quella di tutta la Repubblica (circa 300 tonnellate al giorno).

Il cemento non inquina più, anzi diventa ecologico

Da anni gli ambientalisti, tra le tante battaglie, portano avanti anche quella contro il cemento. Da sempre l’industria edilizia, specialmente quella che si concentra sulla produzione del cemento, è stata classificata tra quelle più inquinanti al mondo. Infatti si sa che il cemento è responsabile di una larga parte di gas serra sprigionati nell’atmosfera.

Ora però ci sarà una svolta storica nelle costruzioni, grazie ad un’invenzione inglese: l’eco-cemento. Infatti questo nuovo materiale non solo non inquina, ma addirittura assorbe la CO2 nell’aria. O per essere più precisi, assorbe durante la lavorazione una quantità maggiore di CO2 rispetto a quella che produce. Sembra fantascienza, ma sta per diventare realtà. A prometterlo è nientemeno che il The Guardian, uno dei giornali più autorevoli della Gran Bretagna, che ha intervistato i manager della Novacem, l’azienda che produrrà l’eco-cemento.

Dall’America arriva lo Skyfarming, la fattoria verticale

Il mondo si è svegliato dal torpore del consumismo e dello spreco di risorse. Era ora, verrebbe da dire. Sfruttando un’idea simile a quella proposta ieri da ecologiae, e cavalcando l’onda della produzione locale di cibo, negli Stati Uniti hanno inventato gli “Skyfarming“, cioè una specie di grattacieli non abitati soltanto dagli uomini, ma anche da mucche, maiali, e persino ortaggi.

L’idea, sperimentata finora in piccola scala in Arizona e California, è molto semplice: sfruttare al meglio i tanti piani di un grattacielo per produrre cibo. Ad esempio, nei piani più alti, verrebbero coltivate diverse piante, dagli ortaggi alla frutta, per sfruttare l’acqua piovana. Ma anche legumi e vigneti. L’acqua non assorbita da questi terreni scenderebbe al “piano inferiore”, dove andrebbe ad irrigare i campi di grano. Sotto di essi poi troveremmo ad un piano un allevamento di suini, al piano subito inferiore uno di bovini e così via. Nel sotterraneo infine sarà costruita una fornace termovoltaica in grado di recuperare tutti gli scarti, sia piovani che animali, e trasformarli in energia elettrica per alimentare l’intero grattacielo.

La scoperta, batteri presenti nel ghiaccio registrano i cambiamenti climatici

I cambiamenti climatici in corso hanno una portata vastissima e interessano una varietà e una pluralità di fenomeni inimmaginabili, essendo legati consequenzialmente a tutto quello che sta accadendo sulla Terra, disastri geologici, estinzione di numerose specie animali e vegetali, tornado, cicloni, scioglimento dei ghiacciai, innalzamento del livello dei mari.
Ebbene cosa hanno a che fare mutamenti così importanti e di proporzioni così enormi con i microorganismi più piccoli ed all’apparenza non determinanti per l’equilibrio terrestre come i batteri?

Pare che siano proprio questi piccolissimi organismi viventi a fungere da registratore dei cambiamenti climatici, fornendo alla scienza un’idea più precisa delle conseguenze dell’aumento delle temperature. E’ quanto ha scoperto in un recente studio il professor YAO Tandong insieme ad un team di ricercatori della ITP (Tibetan Plateau Research), della Xiamen University e della Chinese Academy of Sciences.

Landshare, il nuovo metodo per produrre cibo a basso costo arriva dalla Gran Bretagna

In un momento particolare come questo, l’ultima cosa che si dovrebbe fare è sprecare ciò che si ha. Noi italiani siamo tra i popoli più spreconi al mondo, e per questo dovremmo dare un’occhiata oltremanica, dove hanno avuto un’idea niente male.

Hugh Fearnley-Whittingstall è considerato una sorta di eroe nazionale, dato che grazie al suo ingegno i britannici hanno migliorato il loro stile di vita. La sua ultima invenzione si chiama “Landshare“, ovvero la condivisione della terra, e si basa sul concetto che chi ha del territorio inutilizzato non lo deve sprecare, abbandonandolo a sè stesso, ma metterlo in condivisione con la comunità, dando la possibilità a chi ha abbastanza buona volontà, di renderlo produttivo. Attenzione, non stiamo parlando di grandi appezzamenti di terra, ma anche di piccoli giardini domestici.

Capelli umani e compost come fertilizzanti per le piante

I rifiuti prodotti ogni giorno da parrucchieri e barbieri di tutto il mondo, peli della barba, capelli, potrebbero presto trovare un possibile reimpiego come fertilizzante per le piante uniti a compost.
E’ quanto afferma una recente ricerca condotta da un team di studiosi della Mississippi State University, coordinato da Vlatcho D. Zheljazkov, con la partecipazione di Juan L. Silva, Mandar Patel, Jelena Stojanovic, Youkai. Lu, Taejo Kim, e Thomas Horgan.

Lo studio intitolato Human Hair as a Nutrient Source for Horticultural Crops è stato pubblicato su HortTechnology ed apre una nuova strada ecologica nel campo dei concimi naturali.
La produzione agricola vegetale si basa ora sull’utilizzo di materiali provenienti dal compostaggio dei rifiuti e di sottoprodotti come rifiuti solidi urbani, letame, il tutto serve a fornire alla piante le sostanze nutritive necessarie alla loro crescita e sostentamento.

6 tecnologie pulite che ci aspettano nel 2009

In quest’ultimo anno pieno di problemi, l’unico campo che è stato in continua evoluzione è stato quello delle tecnologie, soprattutto pulite. Con una rapida ricerca su queste pagine potrete trovare tutto ciò che l’ormai vecchio anno ci ha portato, tantissime novità per inquinare meno e vivere meglio, ma anche il prossimo promette bene.

Qui di seguito saranno mostrate le 6 tecnologie migliori annunciate sin da oggi che ci aiuteranno a ripulire un pò questo mondo dall’inquinamento, e magari, in alcuni casi, a rilanciare anche l’economia, dato che, come abbiamo visto, l’ecologia è il terreno del futuro su cui si baserà anche il mercato del lavoro.

Più biocarburante da piante geneticamente modificate

Le piante geneticamente modificate per facilitare la ripartizione del materiale legnoso, potrebbero essere la soluzione per ottenere etanolo in maniera più ecologica e meno costosa. A dirlo sono i ricercatori della Penn State, in un recente studio pubblicato da ScienceDaily.
La lignina, componente principale del materiale vegetale del legno, protegge la cellulosa e fornisce alla pianta una sorta di impianto esterno capace di resistere a forti raffiche di vento e all’attacco dei microbi. Tuttavia, questa barriera protettiva rende difficile l’accesso alla cellulosa. Come ha spiegato lo stesso autore dello studio John Carlson, professore di genetica molecolare alla Penn State:

C’è un sacco di energia, bloccata all’interno del legno, nella cellulosa. Purtroppo separare questa energia dal legno per produrre l’etanolo è un processo costoso che richiede elevate quantità di calore e di sostanze chimiche. Inoltre, gli enzimi fungini che attaccano la lignina non sono ancora ampiamente disponibili, perchè attualmente in fase di sviluppo, e non sono molto efficienti nella scomposizione della lignina.

L’agricoltura sostenibile usa le api come guardie del corpo delle piante contro i parassiti

Gli industriosi insetti, famosi per il miele e per l’importante ruolo svolto dall’impollinazione nel mantenimento degli equilibri naturali, hanno anche un altro importantissimo compito, individuato di recente dagli scienziati. Le api, infatti, sono delle vere e proprie guardie del corpo per le piante, e contribuiscono a proteggerle da numerosi attacchi esterni.

Se ne parla in una recente ricerca pubblicata dalla rivista di divulgazione scientifica Current Biology e realizzata da Jürgen Tautz della Biozentrum Universität Würzburg, in Germania. A spostare l’attenzione sulle api è il sempre più crescente utilizzo su larga scala di pesticidi e disserbanti chimici che ne mette in pericolo la sopravvivenza, minando anche altre specie vegetali e animali. Sembra incredibile come un insetto così piccolo possa avere un ruolo così determinante nel mantenimento degli ecosistemi terrestri, ma ciò testimonia l’importanza della preservazione di tutte le creature viventi, come tasselli fondamentali di un medesimo puzzle: il ciclo della vita.
Gli studiosi hanno scoperto che le api contribuiscono a proteggere le piante dall’insediamento dei bruchi.

Non sprechiamo l’acqua facendo la doccia “indulgente”

Natale è passato, ma non è detto che non sia più possibile fare (o farsi) dei regali. Navigando per il web, ecologiae ha trovato per voi un regalo veramente eccezionale, utile a noi e all’ambiente: la doccia “indulgente”. Ultimamente di invenzioni ecologiche, soprattutto al fine di risparmiare l’acqua, ne sono arrivate tante, ma questa forse le batte tutte.

Infatti la doccia indulgente, come funzionalità, si trova a metà tra la doccia “marina” e quella “a basso flusso”, e ha come obiettivo quello di evitare lo spreco di acqua. Secondo il sito della casa produttrice, questo genere di doccia consuma il 56% in meno di acqua di una doccia normale, e il 26% rispetto ad una a basso flusso, senza sacrificare il calore e il comfort per l’utente.

Dalla Germania arriva la luce via sms

Ridurre il consumo di elettricità a vantaggio del portafoglio dei cittadini, sempre più vuoto a causa della crisi economica e della salute dell’ambiente, sempre più inquinato. E’ questo il principale obiettivo del curioso progetto realizzato a Lemgo, un paese del Nord della Germania. Qui sono i cittadini a scegliere se e quando accendere i lampioni di una determinata via grazie all’uso del comune cellulare. L’idea è di Dieter Grote, un cittadino di Lemgo, che, con il supporto del Comune, ha ideato un innovativo sistema che consente agli abitanti del paese di accendere le illuminazioni stradali attreverso l’invio di un semplice sms dal proprio cellulare. L’sms, dal costo di 50 centesimi di euro, viene inoltrato ad un computer centrale che provvede ad accendere i lampioni della strada indicata per circa 15 minuti, il tempo utile a percorrere la via desiderata.

Occhiali fotovoltaici per alimentare il lettore Mp3

Ci siamo occupati diverse volte delle numerose tecnologie che sfruttano l’energia solare ed oggi vi proponiamo un’altra sorprendente innovazione in grado di trasformare i raggi del sole in energia utile per le piccole attività di tutti i giorni. Si tratta degli occhiali fotovoltaici che, grazie a delle celle solari incorporate, sfruttano l’energia del sole per il funzionamento di piccole apparecchiature. Gli occhiali, dal design giovanile ed accattivante, che arrivano da San Francisco, si chiamano “Self-Energy Converting Sunglasses” e sono stati ideati dai designers Joong-Hyun Kim e Kwang-Seok Jeong.

Natale 2008, le regole contro lo spreco di carta

Tra pochi giorni ci saranno milioni di cenoni di Natale e milioni di regali da scartare. Purtroppo però c’è la prospettiva anche di milioni di tonnellate di immondizia. Se però stiamo un pò attenti, ci rendiamo conto che potremmo evitare molta di questa spazzatura, e anzi potremmo anche riciclarla.

Secondo il Comieco (Consorzio nazionale per il recupero ed il riciclo degli imballaggi a base cellulosica), se tutti gli italiani evitassero di gettare nell’indifferenziata la carta utilizzata in questo giorno di festa, potremmo risparmiare all’ambiente lo smaltimento di 10 mila tonnellate di immondizia tra carta e cartone, praticamente quanto produce la sola Lombardia in una settimana. Se non ci credete, ecco l’esempio.