Rabi Rashmi Abasan: il primo complesso residenziale in India alimentato ad energia solare

 

In India, a causa della rapida industrializzazione e dell’incremento demografico, la domanda di energia elettrica è cresciuta notevolmente. Secondo i dati della Planning Commission l’India, per far fronte alla maggiore richiesta energetica, dovrà produrre, entro il 2030, almeno 700 mila MW di energia in più. Il governo indiano sta cercando di rispondere a questa necessita attraverso l’impiego di fonti di energia rinnovabili, istituendo anche un apposito ministero: Ministry of Non-Conventional Energy Sources.

 

Nell’ottica dello sfruttamento delle energie rinnovabili si inserisce perfettamente il Rabi Rashmi Abasan, il primo complesso residenziale in India alimentato completamente ad energia solare. La struttura, costruita dalla West Bengal Renewable Energy Development Agency (WBREDA) e da Bengal DCL, è situata a New Town in Calcutta e rappresenta un notevole passo avanti nell’utilizzo di energia alternativa.

Caccia: tornano i richiami vivi

Per la caccia alle specie migratorie verrà ripristinata la possibilità di impiegare i richiami vivi, prima vietati per timore della diffusione dell’influenza aviaria. La decisione è stata presa da Francesca

Realizzato il “Parco genetico del Friuli Venezia Giulia” per lo studio delle malattie multifattoriali

È stata creata una banca dati genetica relativa a popolazioni isolate del Friuli Venezia Giulia. Lo scopo della mappatura è quello di aumentare la conoscenza delle cosiddette malattie multifattoriali e facilitarne lo studio. Si definiscono malattie multifattoriali tutte quelle patologie le cui cause sono da ricercare in fattori di origine genetica ed ambientale. Sono malattie complesse sia per la varietà di fattori implicati sia per la difficoltà di determinarne chiaramente le cause. Rientrano tra le patologie multifattoriali anche le malattie cardiovascolari, il diabete, l’osteoporosi, l’obesità e i tumori.

Il progetto di mappatura, gode del contributo dell’ Istituto di neurobiologia e medicina molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), del Consorzio per il Centro di Biomedicina Molecolare (Cbm), dell’ IRCCS Burlo Garofolo, di Area Science Park, dell’ Universita’ di Trieste e di Udine e del Centro Studi Fegato.

L’ecoattore Johnny Depp e l’isola solare: non un film, ma realtà!

Il famoso attore Johnny Depp sta per lanciarsi in una nuova avventura che non ha nulla di cinematografico.
Secondo quanto si legge su un articolo pubblicato sull’Huffington Post sui combustili senza emissioni di carbonio il protagonista di Pirati dei Caraibi vorrebbe trasformare la sua isola rendendola il paradiso dell’ecotecnologia, sperimentando le nuove applicazioni nel campo del solare e dell’idrogeno.

Per chi non ne fosse a conoscenza, Depp, suggestionato dall’esempio dell’amico Marlon Brando e del suo piccolo paradiso tahitiano, nel 2005 ha acquistato un’isoletta di 35 acri alle Bahamas, per circa tre milioni di dollari.
Un piccolo lembo di terra che l’attore ama definire scherzosamente F*ck Off Island (meglio non tradurre!).

Produrre elettricità sfruttando l’energia delle maree. Ci prova la Francia

Sfruttare l’energia pulita proveniente dalle maree. È quello che ha deciso di fare la Francia, seguendo l’esempio dell’Irlanda del Nord che da qualche settimana ha avviato SeaGen, il primo impianto per la produzione di elettricità dalle maree. Ad annunciare il progetto francese è stata EDT (Electricité de France) spiegando che a breve prenderà il via la costruzione sulle coste della Bretagna di un primo impianto pilota. La zona prescelta per l’installazione del’impianto è Paimpol in quanto lì le correnti marine sono le più forti d’Europa

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Secondo i dati forniti da EDF, l’impianto sarà terminato entro il 2011 e sarà composto da 3 0 6 turbine in grado di sviluppare elettricità tra i 4 e i 6 MW che verrà successivamente immessa nella rete elettrica di Paimpol.

Catturare l’energia solare direttamente dallo spazio

Come abbiamo più volte ripetuto, quello dell’energia solare rappresenta un settore in continua evoluzione. Il costante aumento del prezzo dei carburanti, poi, ha dato il via, ultimamente, a tutta una serie di innovazioni per limitare il più possibile la dipendenza dal petrolio e dai suoi derivati.

Una di queste idee consiste nel catturare l’energia del sole direttamente dallo spazio. Pravna Mehta, coordinatore delle operazioni in India per lo Space Island Group, per risolvere la carenza di elettricità in India ha pensato di catturare l’energia del sole attraverso appositi satelliti.

Basta sporcarsi le mani con il giornale, arriva l’inchiostro elettronico

Quante volte ci sarà capitato di dover stampare un documento importante, dare il comando di stampa, ma il foglio non parte, mentre sul monitor compare la scritta “inchiostro terminato“. Tra qualche anno questo problema non lo avremo più, e in Usa c’è qualcuno che l’ha risolto già da ora.

L’inchiostro del futuro si chiamerà E-ink, o inchiostro elettronico, e tutto sarà tranne che un vero e proprio inchiostro alla vecchia maniera. In realtà il trucco sta tutto nella carta che utilizzeremo. Infatti questa sarà composta da una superficie rivestita da milioni di microcapsule grandi quanto un capello umano.

Aurora boreale: uno studio Nasa individua cosa c’è dietro al fenomeno

Le straordinarie e suggestive immagini dell’Aurora Borealis potrebbero lasciare inspiegato il fenomeno, senza sollevare lamentela alcuna, dal momento che certi spettacoli naturali sono ancora più affascinanti se avvolti da un alone misterioso.

Come spiegato sul nostro sito in un articolo di Laura Ricciardi:

E’ un fenomeno luminoso formato da larghe fasce colorate di rosso, azzurro, verde che si presentano nelle regioni polari sia verso il polo nord sia verso il polo sud. E’ l’energia del vento solare che si trasforma in luce quando si scontra con l’atmosfera della Terra.

Eco-guida di Greenpeace, ecco le 18 aziende elettroniche più (o meno) ecologiche

Oggi, il settore della Information and Communications Technology (ICT) detiene il 2% delle emissioni globali di gas a effetto serra, addirittura quanto quelle prodotte dall’aviazione, sia civile che militare. Un lusso che aziende in continua evoluzione e con margini di guadagno sempre più ampi non si possono permettere, perchè contribuirebbero ad ammazzare il mondo.

Già però molte di queste aziende tecnologiche hanno fiutato l’affare, e cioè l’ecologia, il mercato del domani. Siccome ormai tra computer, televisori, telefonini, e tutto ciò che è tecnologico, i prezzi e i prodotti sono più o meno uguali tra tutte le concorrenti, si cerca di differenziarsi dalla massa costruendo in maniera ecologica. Greenpeace ha dettato i nuovi criteri di valutazione nella nuova edizione di Eco-guida, il manuale a cui si dovrebbero attenere i produttori elettronici.