Microsoft tenta di abbattere di un terzo le sue emissioni entro il 2012

Microsoft sta tentando di cavalcare, come il resto del mondo, l’onda ecologica, e tenta di concentrarsi sulla riduzione delle proprie emissioni. Già in precedenza si sapeva che l’impegno iniziale si era basato sul tentativo di aumentare l’efficienza energetica dei data center, ma la società sta cercando di fare di più per abbattere la propria impronta ambientale.

La società ha fissato come obiettivo il ridurre le emissioni di carbonio per unità di reddito del 30% rispetto ai livelli del 2007 entro il 2012, in pratica portare le emissioni dagli 880 milioni di tonnellate di CO2 all’anno fino a non più di 600. Questo è un obiettivo molto importante, che Microsoft cerca di ottenere per dare un buon esempio a tutta la società, dato che chiunque è in grado di farlo, o almeno di provarci. Ma come farà il colosso americano a raggiungere il suo obiettivo?

Disney rivela il suo piano ecologico

Disneyland di certo non è il luogo più ecologico della terra, ma entro 3-5 anni la società che lo controlla prevede di minimizzare l’impronta ambientale di Topolino, riducendo le emissioni di metà, riducendo il consumo di elettricità del 10% e dimezzando l’immondizia entro il 2013.

L’obiettivo a lungo termine, secondo la relazione della Walt Disney Company sulla nuova responsabilità del piano ambientale, è quello di arrivare a zero rifiuti ed emissioni. Forse gli azionisti, in occasione della recente riunione annuale, sono stati invogliati dall’impatto finanziario che la riduzione dei costi energetici potrà avere sui loro ricavi.

Plaudiamo Disney per la sua leadership nell’adottare questi obiettivi, in particolare per la sfida in tempo di crisi dell’economia globale

ha affermato Peter Seligmann, presidente della Conservation International, che ha offerto consulenza sullo sviluppo delle nuove strategie di sostenibilità. Anche se un “consiglio ambientale” dei dirigenti è in vigore da due anni, finalmente queste iniziative prevederanno di attuare l’impegno annunciato e mai messo in pratica nelle opere.

La buona notizia: aumenta il riciclaggio della plastica

Secondo la 18a relazione annuale post-consumo sul riciclaggio delle materie plastiche, redatta dall’American Chemistry Council (ACC) e dall’Associazione dei consumatori e ricliclatori di plastica, il riciclaggio da parte dei consumatori è aumentato 124 milioni di euro nel 2007. Questo aumento del 5,2% negli Stati Uniti ha permesso di raggiungere un record di oltre 2 miliardi e mezzo di euro all’anno solo per il riciclo.

Siamo lieti di vedere che il riciclaggio delle materie plastiche continua ad aumentare. Il riciclaggio continua a crescere perché la gente riconosce che le materie plastiche sono una risorsa preziosa, troppo preziosa per diventare rifiuti.

Queste le parole di Steve Russell, managing director dell’ACC della Divisione Plastica. Poiché l’indagine è iniziata nel 1990, i dati indichano che il riciclaggio è aumentato ogni anno. Secondo il rapporto, il tasso di riciclaggio delle bottiglie è leggermente aumentato, ma in generale è rimasto costante per i primi anni, con un incremento improvviso ed un’oscillazione intorno al 24% soltanto negli ultimi.

Fa la cosa giusta: la fiera dell’ecologia d’Italia

Si apre dopodomani, 13 marzo, la quinta edizione di uno degli appuntamenti più ecologici del nostro Paese. Si chiama “Fa la cosa giusta“, ed è una fiera che si terrà a Milano per tre giorni, e che riguarderà i nuovi prodotti della moda, del commercio equo e solidale, dell’energia e del turismo, tutti rigorosamente ecologici.

Un esempio? Gli accessori ricavati dalle gomme delle auto. Prodotte da Hell’s Kitchen, sono tante idee provenienti dalle camere d’aria delle ruote di automobili, biciclette e quant’altro. Questa gomma infatti, ripulita da odori e sporcizia della strada, si è rivelato un materiale tessile ottimale per costruire borse, zaini, taccuini, fino addirittura al casco da moto. Tutto 100% ecologico, in quanto si sa che smaltire questo genere di rifiuti è difficile e scomodo. Ed invece in questo modo il riciclo avviene in modo intelligente.

Rifiuti pericolosi, blitz del Noe ai termovalorizzatori di Colleferro

Un blitz del Noe ha smascherato la notte tra l’8 ed il 9 marzo un giro di rifiuti sporchi provenienti dalla Campania, che venivano smaltiti illecitamente nei due termovalorizzatori, ora sotto sequestro, situati a Colleferro, alle porte di Roma.
I carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Roma hanno arrestato tredici persone, con l’accusa di associazione per traffico illecito di rifiuti e truffa allo stato. A coordinare le operazioni di sequestro il capitano Pietro Rajola Pescarini. Tra i finiti in manette ci sono anche i dirigenti del consorzio che si occupa dello smaltimento e alcuni responsabili dell’Ama per il ciclo dei rifiuti.

Le accuse che hanno scatenato gli arresti dopo una serie di accurate indagini parlano di violazione di tutte le norme previste per i termovalorizzatori. In pratica a Colleferro finiva nei termovalorizzatori immondizia di ogni genere, senza alcun tipo di selezione, rifiuti pericolosi inclusi. Questi ultimi fatti arrivare apposta apposta, e non ce ne stupiamo, dalla Campania, per una volta però anzichè entrare nella regione meridionale tristemente nota per gli smaltimenti di rifiuti illeciti, ne uscivano nel flusso verso il Lazio.

Al Gore propone l’estensione .eco ai siti di ecologia

Proprio quando si pensava che il mondo non aveva bisogno di un altro dominio di primo livello (.Tv, . Biz, .org, ecc), arriva il solito Al Gore con gli amici ecologisti per chiederne un altro. Una società denominata Eco Dot LLC sta chiedendo per la creazione del dominio .eco, cioè un dominio di primo livello che potrà essere attivato attraverso il processo di applicazione di ICANN gTLD.

Il comitato consultivo per il gruppo comprende anche Davis Guggenheim (regista di An Inconvenient Truth), Roger Moore (celebre attore ed Ambasciatore per l’UNICEF), Richard Muller (Autore di Fisica per futuri presidenti e contribuente al gruppo di esperti intergovernativi sui cambiamenti climatici) e Jim Dufour della Scripps Institution of Oceanography. A unire tutti in questo sforzo è Al Gore e la sua alleanza no-profit per la Protezione del Clima.

Consumi amici del clima, un percorso in sei tappe per spiegare i cambiamenti climatici

Consumi amici del clima, ovvero come spiegare i cambiamenti climatici, alternando modelli matematici a dati reali, agli studenti delle scuole superiori. Questa l’ambiziosa ed ammirevole mission che si è riproposta il Dipartimento di Elettronica e Informazione del Politecnico di Milano in collaborazione con il  Programma Educazione del WWF Italia, ed il sostegno economico della Fondazione Cariplo.

Il percorso didattico, in sei tappe, verrà proposto, in via sperimentale, agli studenti di dieci scuole superiori della Lombardia. Il viaggio virtuale all’interno dell’impatto dell’uomo sulla Terra, alla ricerca di possibili soluzioni concretamente attuabili e attualizzabili, è disponibile on-line all’indirizzo www.consumieclima.org.

5 gadget che renderanno la vostra auto più ecologica

I gadget qui di seguito consentiranno ai conducenti di prendere coscienza e maggiore controllo sulla propria esperienza di guida, la riduzione delle emissioni, l’aumento del risparmio di carburante, e di alleggerire la propria impronta ambientale. Essi si possono utilizzare senza essere grandi meccanici, e garantiscono allo stesso tempo le prestazioni e la massima efficienza di sempre. I gadget sul mercato sono tantissimi, ma per ora vi elenchiamo i più facili da trovare:

1) Contalitri: il costo si aggira intorno ai 150 dollari ed il miglioramento del consumo è del 10-20%. Prodotto dalla Scan Gauge, è un misuratore con display LED multicolore che registra i dati del consumo dell’automobile. Esso dice in tempo reale, a seconda della situazione di guida, quanto carburante si sta usando, facendo capire se si sta esagerando o no. Serve per far rendere maggiormente conto dei propri consumi e tentare di migliorarli;

Notizie dal futuro: plastica “verde” biodegradabile dalle piante

Più di 20 milioni di tonnellate di plastica sono accumulate nelle sole discariche degli USA ogni anno. Miliardi in tutto il mondo. Ma le cose possono cambiare, basterebbe realizzare della plastica verde biodegradabile che non lascia tracce e che contribuirebbe a sgombrare non poche discarische dai rifiuti.

E’ quello che stanno cercando di fare i ricercatori dell’Università del Missouri che in un recente studio hanno evidenziato come la plastica a base di petrolio potrebbe presto essere sostituita da un materiale plastico non inquinante, rinnovabile, ottenuto da particolari piante. Lo scopo è quello di ridurre l’impronta ecologica dell’uomo e la dipendenza dal petrolio estero, ma questa nuova alternativa verde può anche fornire un’ulteriore fonte di guadagno dal raccolto per gli agricoltori.

Giornali on-line vs. cartacei. Chi vincerà la sfida ambientale?

Sì, lo so che siamo di parte, facendo i blogger. Ma oggettivamente ci sono, come in tutte le cose della vita, gli aspetti positivi e quelli negativi, sia per quanto riguarda i giornali on-line, che per quelli cartacei. Ad effettuare questa ricerca però non siamo stati noi direttamente, ma un organo terzo, il Centro per lo sviluppo sostenibile KTH comunicazioni di Stoccolma. Si tratta di uno studio di valutazione ambientale del ciclo di vita della stampa, web based, del giornale di carta e dell’e-giornale, ed i risultati sono piuttosto sorprendenti. Noi proviamo ad analizzare qui soltanto quelli che riguardano l’ecologia. Ecco l’iter per ognuno dei due mezzi di comunicazione:

Stampa: lavoro editoriale, produzione di carta da giornale, trasporto di carta per la stampante, lavoro di prestampa, stampa della carta, distribuzione, riciclaggio, smaltimento.

On-line: il lavoro editoriale stabilisce la carta “virtuale” da utilizzare, la produzione di un computer utilizzato per leggere, scaricare le news, l’energia utilizzata durante la lettura delle notizie, le emissioni per la produzione di energia elettrica. Per l’e-reader: scegliere le notizie che gli interessano, ricercarle, la produzione del dispositivo, il download, la lettura, le emissioni.

Global Green Pre-Oscar Party, la manifestazione dei vips in favore dell’ambiente

Per il sesto anno consecutivo, alla vigilia della famosa manifestazione cinematografica mondiale, la notte degli Oscar, si tiene una manifestazione meno famosa, ma altrettanto importante: il Global Green pre-Oscar Party. Questa festa si terrà questa sera in California e, come di consueto, sarà un magnete per le celebrità. A parteciparvi ci saranno tutte quelle star che, a modo loro, hanno contribuito a rendere questo mondo un pò più verde, ma che soprattutto danno il buon esempio ai loro fans.

Star della serata non poteva essere che Leonardo DiCaprio, di cui ci eravamo già occupati tempo fa. Ma non mancheranno tanti altri attori famosi come Orlando Bloom, Penelope Cruz, Marisa Tomei, Kate Bosworth, Rosario Dawson, Sheryl Crow, Gavin Rossdale e BlackCowboy. Quest’anno la manifestazione premierà le “Scuole verdi“, con un particolare accento sul miglioramento della salute degli studenti e delle prestazioni, come il risparmio di denaro (sempre in termini ecologici e non di taglio), la creazione di posti di lavoro verdi e la promozione di soluzioni intelligenti per il clima.

Kyoto, al via in Italia il federalismo climatico per 8.000 comuni: chi vuole può!

Per la serie chi vuole può farlo sin da ora, senza aspettare le mosse, lente, lentissime, del Governo, per i Comuni italiani più attenti ai problemi del surriscaldamento terrestre e dell’inquinamento, è arrivato dopo il federalismo fiscale, il federalismo climatico. Gli 8.000 comuni della Penisola potranno decidere di superare addirittura i parametri stabiliti dall’Unione Europea per il 2020, facendo di più, molto di più, e dando un taglio ancora maggiore alle emissioni di CO2.

Il tutto nell’ambito di un’iniziativa lanciata in questi giorni al Galata Museo del mare dal sindaco di Genova Marta Vincenzi, nella sua veste di presidente dell’associazione Anci Ideali, e dal presidente della Università Verde on-line, Alfonso Pecoraro Scanio. La campagna dal titolo “Ottomila comuni per Kyoto-il pianeta è in pericolo: parte il Federalismo climatico” mira a partire dal basso, proprio dai tanti paesi italiani, per smuovere la macchina, ora quasi ferma per via della crisi economica, dell’intervento diretto dei cittadini per frenare i cambiamenti climatici.

Legambiente, ecco come disperdiamo il nostro calore

L’allarme lo stiamo lanciando da mesi: il modo migliore per migliorare la propria efficienza energetica a basso costo sono gli infissi, e l’isolamento termico in generale della propria casa. Adesso Legambiente, in collaborazione con Epson e con lo studio dell’ingegner Vittorio Bardazzi di Prato, ha fotografato gli edifici abitativi di quattro delle città principali italiane, Roma, Milano, Firenze e Bolzano. Le fotografie erano “termiche”, permettevano cioè di rilevare la quantità di calore che si trovava di fronte alla macchina fotografica. E i risultati sono stati terribili, ma prevedibili.

L’isolamento termico delle città italiane è il peggiore d’Europa. Nei Paesi freddi (Scandinavia, Germania, ecc.) tutte le abitazioni sono fornite di doppi infissi, ed in alcuni casi anche tripli. Ciò non consente al calore di disperdersi nell’ambiente, mantenendo la casa calda, ed al contrario, d’estate, permettono di mantenere la casa fresca non facendo entrare il calore. In Italia? Tutto il contrario.

Colonel Trush Truck, il modo per insegnare l’ecologia ai bambini

Insegnare ai ragazzi a comprendere il loro impatto sul mondo naturale può essere determinante. Il problema è che già non è facile farlo capire agli adulti, figuriamoci a dei bambini che a malapena sanno leggere e scrivere. Mentre ci sono alcuni classici libri di ecologia per i bambini più grandi, c’è una sorprendente mancanza di storie per i più piccoli. L’autrice Kathleen Crawley ha notato questa lacuna e ha creato un personaggio che “insegna ai bambini l’importanza del riciclaggio, dell’immondizia e la tutela dell’ambiente.”

Nel video dopo il salto c’è la presentazione del nuovo personaggio che si addosserà la responsabilità di inserire queste informazioni nella mente e nella coscienza delle nuove generazioni. Si chiama “Colonel Trush Truck“, letteralmente “colonnello camion dell’immondizia”. Si tratta di un fumetto che, attraverso tante storie, presenta la problematica nel linguaggio più semplice, quello dei bambini.