Congresso di Copenaghen: pronta la bozza per l’Europa

di Redazione 1

L’Europa, attraverso il Governo danese che ospiterà il prossimo congresso che deciderà le sorti del clima mondiale, ha proposto una prima bozza da presentare durante il meeting che inizierà il 7 dicembre prossimo. Il nuovo obiettivo parla del taglio del 50% delle emissioni rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050. Un obiettivo positivo, ma di cui non c’è tantissimo da andar fieri.

Per fortuna l’Europa aggiusta un po’ il tiro, migliorando la richiesta con i restanti punti presentati oggi, i quali parlano dell’80% del taglio delle emissioni che dovrà provenire dai Paesi industrializzati ed uno stanziamento di un fondo di almeno 30 miliardi di euro da erogare ai Paesi poveri entro il 2020, mentre fino al 2050 i miliardi per l’adeguamento dovranno essere 100.

Dicevamo che non è il massimo di quanto si poteva ottenere, in quanto alcuni Paesi, anche non tra i più industrializzati, puntavano a raggiungere il taglio del 50% delle emissioni già entro il 2020 o il 2030, puntando all’80%, o addirittura qualcuno anche al 100%, entro il 2050. Da questo punto di vista dunque l’Unione Europea ha allentato un po’ le redini, mantenendo comunque l’obiettivo che si era posto in precedenza del -30% entro il 2020. Questo obiettivo però non sarà oggetto di discussione a Copenaghen, ma sarà un obiettivo interno che l’Europa cercherà di concordare a Bruxelles nei colloqui successivi che si terranno nel 2010. Intanto ciò che può far ben sperare è che la maggior parte dei tagli dovranno avvenire nei Paesi industrializzati.

Ponendo il limite dell’80% della riduzione a carico dei Paesi ricchi, l’Ue sta dicendo che per noi e gli Stati Uniti l’obiettivo del taglio delle emissioni al 2050 dovrà essere ben al di là del 50% rispetto ai livelli del 1990. Un peso maggiore anche per gli Stati Uniti, i quali avevano proposto un taglio di circa l’80%, ma rispetto ai livelli del 2005, quindi di gran lunga inferiore a quanto proposto dall’Europa.

Tra gli obiettivi che l’Ue presenterà a Copenaghen rimane fissato quello dell’aumento delle temperature non superiore ai 2 gradi Celsius, il limite massimo che la nostra Terra può sopportare, su cui tutti gli esperti del mondo concordano.

Fonte: [Repubblica]

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