Il settore della sanità pubblica contemporanea sta affrontando sfide senza precedenti, dettate principalmente dalla crisi climatica e dal degrado degli ecosistemi. In questo contesto nasce il Programma triennale “Salute, ambiente, biodiversità e clima”, un documento strategico che segna una svolta decisiva nelle politiche di prevenzione in Italia.

I dettagli sul programma triennale “Salute, ambiente, biodiversità e clima”
L’obiettivo primario è ambizioso in quanto mira a rafforzare la tutela della salute rispetto ai rischi ambientali, consolidando una visione sistemica che superi la frammentazione degli interventi. Il pilastro concettuale di questo interessante programma è il modello One Health, integrato dalla visione della Planetary Health. Questo approccio riconosce ufficialmente che la salute umana, quella animale e l’integrità dell’ambiente sono indissolubilmente legate.
Non si può garantire il benessere dei cittadini senza proteggere la biodiversità e senza gestire in modo sostenibile le risorse idriche e i suoli. Il documento trasforma questo concetto teorico in un piano operativo, promuovendo una governance integrata che vede collaborare attivamente il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), i Sistemi Regionali di Prevenzione (SRPS) e il Sistema Nazionale di Protezione Ambientale (SNPA).
Non ci può essere quindi salute e benessere in un settore se non c’è collaborazione tra questi tre pilastri fondamentali del nostro Pianeta. Questo nuovo programma è il frutto di un intenso coordinamento istituzionale, culminato nell’adozione formale del 31 ottobre 2025 dalla Cabina di regia (istituita con Dpcm nel 2023).
La sua forza risiede nella capacità di unire mondi che spesso hanno dialogato poco: sanità e ambiente. Attraverso l’interoperabilità dei sistemi informativi e il potenziamento della formazione specifica per gli operatori, l’Italia punta a ridurre le diseguaglianze territoriali. L’obiettivo è garantire risposte omogenee ed efficaci su tutto il territorio nazionale, eliminando i divari che spesso penalizzano le popolazioni più vulnerabili o le aree geograficamente più esposte a rischi specifici.
Ci sono ovviamente delle strade da seguire per affrontare ciò che attualmente sta mettendo a rischio la salute di tutti. A tal proposito le linee strategiche si concentrano su emergenze attuali che riguardano il contrasto all’inquinamento, l’adattamento climatico e la sicurezza alimentare. Nel primo caso si fa riferimento ad un monitoraggio e alla riduzione dei contaminanti in aria, acqua e suolo.
Nel secondo c’è la gestione degli impatti diretti dei cambiamenti climatici sulla salute pubblica. Infine è fondamentale la tutela delle filiere agroalimentari in relazione ai cambiamenti degli ecosistemi. In sintesi, questo programma definisce un quadro unitario che non solo previene le minacce attuali, ma prepara il Paese alle sfide future. Integrando la protezione degli ecosistemi nella prassi sanitaria, l’Italia si allinea alle più avanzate direttive internazionali, ponendo le basi per una resilienza collettiva e duratura.