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Disastri nucleari sfiorati, e siamo a due. A quando il prossimo?

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Dopo l’incidente della centrale nucleare slovena che la settimana scorsa mise in grossa difficoltà sia il governo locale che quello italiano, eccoci di fronte ad un nuovo pericolo dovuto ad una centrale nucleare.

Nella zona di Fukushima, periferia di Tokyo, a causa di un forte terremoto di grado 7,2 della scala Richter, verificatosi all’1:43 di ieri (ora italiana), una centrale nucleare ha subito una rottura nell’impianto di raffreddamento del reattore nucleare numero due, portando alla perdita di circa 15 litri di liquido radioattivo che è finito in un corso d’acqua sottostante.


La Tokyo Electric Power Co. si è affrettata subito a garantire tutti che non ci sono pericoli imminenti per la salute pubblica, in quanto la falla è stata subito tappata, e la quantità d’acqua dispersa è irrisoria, e quindi non pericolosa per le popolazioni vicine. “Il livello di radioattività dell’acqua colpita è ben al di sotto di quello che potrebbe avere effetti sull’ambiente” ha dichiarato un portavoce della compagnia elettrica, e ha anche garantito che i due reattori hanno continuato a funzionare con regolarità.

Tra l’altro, solo nel luglio scorso, un’altra centrale nucleare giapponese, quella di Kashiwazaki, fu colpita da un altro terremoto, e stavolta i litri d’acqua dispersi furono più di 1000, oltre ad un centinaio di fusti di rifiuti radioattivi che caddero e si aprirono, lasciando disperderne il contenuto. Litri e litri d’acqua radioattiva si versarono direttamente nel mar del Giappone, con conseguente evacuazione della zona. Il disastro portò alla chiusura della centrale.

E’ triste dover discutere ancora sul nucleare in un giorno in cui la scossa di terremoto ha provocato 6 morti, 200 feriti e decine di dispersi, ma un secondo incidente nel mondo a distanza di pochi giorni deve far riflettere. Non si deve aspettare la grande tragedia per rendersi conto che le centrali nucleari sicure sono solo una favola per bambini, e che basta anche una piccola disattenzione per avere conseguenze catastrofiche. Se il problema alla centrale non fosse stato risolto subito si avrebbero avute due conseguenze: la prima sarebbe stata un’esposizione massiccia del corso d’acqua sottostante alle radiazioni, perchè sarebbe stato inondato dal liquido di raffreddamento del reattore; trasportando queste sostanze fino a un lago o all’oceano le conseguenze sarebbero state anche peggiori.

Il secondo pericolo sarebbe stato che mancando il liquido di raffreddamento, che sarebbe uscito dalla falla, il reattore si sarebbe potuto surriscaldare, rischiando un’esplosione, che purtroppo avrebbe fatto scendere in secondo piano il terremoto, e in questo momento vi staremmo raccontando un evento ben più grave. Per fortuna sono riusciti a porre rimedio in tempo, chissà se tanta celerità sarebbe stata possibile anche in Italia. Nel dubbio, preferirei evitare di saperlo.
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