La Cina in testa alla classifica dei Paesi con più emissioni di biossido di carbonio

di Paola P. 9


Visione notturna della Terra: i Paesi illuminati sono quelli industrializzati e maggiormente inquinanti

Per qualche tempo lo scomodo primato di Paese con più emissioni è stato “conteso” tra Stati Uniti e Cina, ma ora è ufficiale che ad occupare il primo posto è lo Stato orientale.
I dati sulla quantità di biossido di carbonio emanato dai vari Paesi sono stati raccolti da un’analisi promossa dal governo olandese.

Nel rapporto si legge che la Cina ha evidentemente superato gli USA, aumentando le emissioni di anidride carbonica dell’8% nel solo 2007.
Questo incremento ci sembra inaccettabile: è così che in Cina si lavora alla riduzione del riscaldamento globale?
Se diminuire le emissioni costa troppo in termini economici e di impegno ecologico, sarebbe sufficiente e sensato se almeno non si peggiorasse l’attuale situazione.


La Cina, d’altra parte, ama stare fuori dal coro, quasi come se i problemi ambientali che interessano tutto il mondo non bastassero a frenare un’ascesa economica troppo rapida per essere priva di conseguenze e per agire nel rispetto dell’ecologia.
Basti pensare alla richiesta di avorio per le bacchette versione lusso che porta ogni anno all’uccisione di centinaia di elefanti in Africa.

Sappiamo tutti bene quanto inquinano gli Stati Uniti d’America: ora pensate che la Cina nel 2007 ha superato di ben il 14% il totale delle emissioni americane.
Secondo gli esperti l’inquinamento cinese è destinato a non arrestarsi, bensì addirittura a crescere ulteriormente nei prossimi anni.
La causa è l’industrializzazione a ritmi sbalorditivi che sta interessando il Paese.
Come tutti i Paesi “civilizzati” che si rispettino anche questa nazione si sta dunque conformando ai canoni del mondo occidentale: per essere un Paese moderno è necessario inquinare e partecipare attivamente alla distruzione della Terra.
E la Cina è entrata fin troppo bene in questo ruolo, superando in breve tempo persino il primo della classe: gli Stati Uniti.

 La causa principale della quantità abnorme di emissioni deriva dalla dipendenza cinese dal carbone.
La Cina ha infatti investito nei settori industriali più inquinanti che esistano: cemento e alluminio.
Il 20% delle emissioni provengono proprio dai forni per la produzione di cemento, necessario per garantire il boom di costruzioni.
Per non parlare dell’ulteriore aumento dello sfruttamento dei forni in vista dei preparativi per le Olimpiadi e per la ricostruzione dopo il devastante terremoto dei mesi scorsi. Nella foto a lato il forno di Gu Dian nella provincia di Shanxi che brucia tonnellate su tonnellate di carbone.

Malgrado siano i principali responsabili del surriscaldamento globale, nè la Cina nè gli Stati Uniti, vigliaccamente, hanno partecipato al protocollo di Kyoto, che scade nel 2012, che limitava le emissioni dei Paesi aderenti.
Il nuovo accordo dovrà essere siglato a Bonn entro la fine del 2009.
Parteciperanno questa volta i Paesi in cima all’infausta classifica? Noi ci speriamo, ma a questo punto dubitiamo che questi due Paesi abbiano capito che per questo primo posto non è il caso di fare a gara: qualcuno glielo spieghi…

Commenti (9)

  1. Le Nazioni Unite sono MOLTO unite nell’ipocrisia di dare l’esempio a parole e indicare la retta via; ricordate i vecchi manifesti quando reclamizzavano l’arruolamento volontario per “giuste cause” di distribuzione gratuita della democrazia americana? C’era lo zio Sam che, con in testa un bel “cilindro” a stelle e strisce, con l’indice puntato gridava: voglio te! (una vitaa…putrefare tra le foreste…)
    chiedo SCUSA a L.Battisti per aver plagiato una sua canzone.
    La cosa triste per tutti noi, è che la Cina ha nel suo sottosuolo enormi giacimenti di carbone e sta aprendo centrali elettriche “a palate”, funzionanti proprio a carbone, e non ha intenzione di prendere in considerazione altre energie (per ora) finchè non si esauriranno le riserve carbonifere (o fino a quando l’america metterà sul tavolo l’accordo stilato con lei nel trattato dopo Kyoto). Devo ricordarmi in quale località cinese è stato formalizzato e sottoscritto dalla maggioranza dei paesi industrializzati, il nuovo trattato che sanciva e abbassava ulteriormente le emissioni nocive varie. Il paradosso è che, sempre in Cina, ci sono “fior” di scienziati che hanno sviluppato nuovi progetti sulle energie alternative, e che nazioni come la Svezia e la Norvegia hanno adottato e stanno mettendo in pratica. E’ proprio vero…yin e yang…

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