Giornata mondiale delle zone umide: si celebra il prossimo 2 febbraio

di Redazione 1

Le zone umide sono i templi della biodiversità, i serbatoi della vita, preziosi siti di stoccaggio dell’anidride carbonica ed, al contempo, tra gli ecosistemi più minacciati del pianeta per il loro esasperato sovrasfruttamento dovuto principalmente alla riconversione agricola, previa drenaggio. Tale messa a coltura delle aree umide ne ha contratto la superficie complessiva europea originaria del 60%.

Ma l’agricoltura non è la sola minaccia per le zone umide, vi si aggiungono: degrado degli habitat; gestione dell’acqua; turismo; inquinamento; gestione rifiuti; attività di estrazione; pesca; sfruttamento delle foreste; urbanizzazione.

Questi piccoli paradisi festeggeranno, il prossimo 2 febbraio, una giornata mondiale loro dedicata ovvero la Giornata mondiale delle Zone Umide. L’interesse che esse suscitano non è soltanto di ordine ecologico-naturalistico ma anche, più prosaicamente, dovuto alla grande rilevanza economica di cui godono (il loro valore stimato è di oltre 15 milioni di miliardi di dollari).

Nella prossima edizione le zone umide festeggeranno i 40 anni della Convenzione loro dedicata (delle zone umide di importanza internazionale Ramsar) e, poiché quella stessa data coinciderà con l’anno Onu dedicato alle foreste sarà un festeggiamento congiunto (Giornata mondiale delle Zone Umide e delle Foreste)

La Convenzione di Ramsar (che prende nome dalla cittadina iraniana di Ramsar, in cui essa venne firmata nel 1971) è  il primo trattato internazionale volto alla conservazione delle risorse naturali. Oggi sono ben 160 le parti contraenti e 1.910 sono i siti di importanza internazionale (di cui 52 in Italia) che sono state individuate e protette per un’estensione complessiva a livello globale di 186.948.620 ettari.

Ma quali sono le entità idrogeologiche definite genericamente come zone umide? La definizione ufficiale parla di:

bacini naturali e artificiali permanenti o temporanei, con acqua stagnante o corrente, dolce, salmastra, salata, incluse le aree marine la cui profondità non supera i sei metri durante la bassa marea.

Pertanto sono tali: i fiumi, i laghi, le paludi, le torbiere, le lagune costiere, i delta fluviali, le foreste di mangrovie, le barriere coralline, le saline, le vasche di colmata ma anche i bacini artificiali e le risaie.

[Fonte: Ansa.it]


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