Il cippato: il combustibile del futuro

di Daniela L. 3

Dal piccolo paese di Castel D’Aiano arriva una vera novità per l’Italia, nella ricerca di nuove energie naturali.

Un progetto particolare, basato sull’utilizzo delle ramaglie, ma soprattutto del cippato, che è praticamente il legname derivato dal bosco, ridotto a scaglie, ottenuto quindi da scarti di legno puro nelle segherie con speciali macchine che permettono di utilizzare gli scarti di potature e di tagli derivati a manutenzione dei boschi e aree verdi.



Un progetto da 420 mila euro permetterà di alimentare l’edificio scolastico e gli edifici adiacenti al campo di calcio del paese. Con questo progetto sarà possibile non soltanto produrre calore, ma anche energia elettrica e la fase di riscaldamento verrà utilizzata anche durante l’estate per l’acqua della piscina comunale.

La costruzione della struttura, gestita da una azienda danese e finanziata soprattutto dal Consorzio servizi ambientali (Cosea) affiancata dal contributo del centro per l’innovazione e per la sostenibilità ambientale, punta a dar vita ad un generatore con una potenza di 35 Kw per un consumo annuo di circa 400 tonnellate di legname, arrivando a produrre circa 200 mila Kw.

Una struttura del genere è fra le prime in Europa e sicuramente la prima concretamente realizzata in Italia ed il suo funzionamento assomiglia molto al vecchio modo di fare la carbonella infatti il legname viene bruciato in una apposita caldaia a fuoco molto lento e con poca aria, il tutto alimenta un motore a combustione che è poi esternamente collegato ad un generatore di corrente.

Vediamo quindi che utilizzando il cippato si evitano gli sprechi utilizzando una risorsa rinnovabile che altrimenti andrebbe persa.
Basti pensare che 2,5 kg di detto materiale sono pari a 1 litro di gasolio, 1 di gas o 1 mc di metano.

Da questo concreto esperimento del piccolo paese delle colline bolognesi, viene l’idea per un ottimo combustibile che usato in apposite caldaie o stufe scalderà le nostre case in modo economico ed ecologico.

Bisogna dire inoltre che l’esempio di Castel d’Aiano segue quello già da tempo operativo a pochi chilometri da lui, a Vidiciatico, dove l’impiego del cippato in una grossa caldaia fornisce il riscaldamento a circa 200 utenti.

Possiamo dire che dato il prezzo molto basso, essendo un prodotto naturale, non inquinante e rinnovabile è il combustibile del futuro.

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