“Oil 2.0”: il petrolio del futuro prodotto dai batteri

di Chiara Ranallo 7

Il petrolio, come si sa, non è una fonte di energia inesauribile. Presto ci ritroveremo senza e dovremo fare i conti con la perdita del pilastro alla base dell’approvvigionamento energetico mondiale. Per far fronte a questa situazione, ricercatori e scienziati, negli ultimi anni, si stanno adoperando al fine di trovare un’efficace fonte di energia alternativa al petrolio.

Muovendosi in questa direzione, Greg Pal, ricercatore e direttore dell’istituto di ricerca Ls9 di Silicon Valley, è riuscito ad ottenere un biocombustibile simile al petrolio tramite l’utilizzo di alcuni microrganismi modificati geneticamente.


Nello specifico, il nuovo combustibile, denominato Oil 2.0, viene ricavato dalle secrezioni di batteri unicellulari alimentati con scarti della produzione agricola, come trucioli o canne da zucchero. I microrganismi utilizzati fanno parte, in particolare, di un ceppo non patogeno di Escherichia Coli (batteri utili alla digestione, presenti nell’intestino di alcuni animali) e per produrre l’Oil 2.0 hanno subito una modificazione del DNA in modo da poter trasformare gli acidi grassi in idrocarburi e per evitare la fase di distillazione. Al centro del processo fermentativo vi sono gli zuccheri derivati dagli scarti agricoli.

Tra i 5 e i 7 anni fa -spiega Pal– questo processo avrebbe richiesto mesi di lavoro e centinaia di migliaia di dollari. Oggi ne servirebbero non più di 20 mila e per poche settimane. Inoltre il biocarburante ottenuto non arriverebbe a costare più di 50 dollari a barile.

L’esperimento della Ls9 ha portato alla produzione di 1000 litri del combustibile Oil 2.0 utilizzando un macchinario per la fermentazione. Ora il team di ricerca intende perfezionare i batteri per ottenere risultati migliori.

I nostri progetti -continua Pal– puntano ad avere un prototipo su larga scala operativo entro il 2010 in modo da essere già pronti per una commercializzazione degli impianti su scala minore e per uso commerciale, entro il 2011.

L’Oil 2.0 è una fonte di energia rinnovabile e pulita e le emissioni di gas serra nell’aria sono notevolmente ridotte. Potrebbe rappresentare un efficace supporto alla ricerca di fonti di energia alternativa e aiuta a ridurre la dipendenza dal vecchio petrolio e dai combustibili fossili in generale, fonti esauribili e inquinanti.

Commenti (7)

  1. Sì,

    l’argomento è molto interessante,
    più che altro per i nuovi orizzonti che si stanno annunciando nel settore dei biocarburanti di 4° generazione: quelli biologici. Ancora però non sono chiare le conseguenze della nascita di organismi di questo tipo. Punto che personaggi influenti come Venter della Synthetic Genomics evita di tutto punto …

    Buon lavoro a tutti.

    Daniel – GenitronSviluppo.com

  2. Invito tutti infatti a leggere qualche articolo a proposito … è sempre meglio restare informati su novità di questo tipo …

  3. Si, hai ragione, sono argomenti interessanti quanto delicati e pieni di sfaccettature che è bene conoscere. Ho letto l’intervista a Venter pubblicata su News Week che ho trovato molto interessante..

  4. …Sembrerebbe L’Uovo Di Colombo! 🙂 Staremo A Vedere…

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