Inquinamento, Malagrotta: dossier shock sulla discarica. Si accendono le proteste per Pizzo del Prete

Solfato, ferro, manganese, arsenico, cromo totale, nichel, alluminio, piombo benzene, p-xilene, cloruro di vinile, 1.4-diclorobenzene, tetracloritilene. Dalle analisi Arpa è stata riscontratanella maggior parte dei casi anche la presenza della sostanza N-butylbenzenesulfonamide indicata come possibile marker di contaminazione da discarica di rifiuti solidi urbani.

L’elenco delle sostanze tossiche e non certo biodegradabili registrate nella discarica di Malagrotta e nelle aree limitrofe a Valle Galeria è ben più lungo. Sono oltre 100 le pagine che compongono il dossier shock e, nonostante il proprietario dei terreni su cui sorge la discarica capitolina Manlio Cerrone, continui a ribadire che

La discarica non produce alcun inquinamento delle falde, né esalazioni dannose per la salute.

La situazione è ben diversa. Le falde risultano inquinate dai metalli pesanti, quali arsenico e ferro; il terreno è contaminato dal mercurio e dal N-butylbenzenesulfonamide, sostanza altamente cancerogena.

Sul Tibet a basso impatto, l’impresa di Balducci e Marco Rusconi

Cristian Balducci e Marco Rusconi sono partiti nell’agosto scorso alla volta della Dea Turchese. La loro non è una spedizione sul Tibet come un’altra, dal momento che dovranno arrivare fino in cima affrontando, oltre alle difficoltà della salita, anche un’altra sfida irta di scivoloni: quella verso un’impresa a basso impatto ambientale. I due impiegheranno, infatti, pannelli solari per ricaricare le batterie di computer e cellulari in modo da diminuire la mole di emissioni della scalata, idem per l’illuminazione del campo base. Una speciale attenzione sarà inoltre rivolta anche allo smaltimento dei rifiuti, rigorosamente portati a valle, il che spingerà i due, per ovvie ragioni di praticità nella discesa, a produrne il meno possibile per avere meno intralci.

Serbatoi per la raccolta dell’acqua piovana, come scegliere il materiale giusto

La siccità che spesso affligge, complice anche i cambiamenti climatici, molte aree del mondo, ha portato ad un boom, in alcuni Paesi in cui il problema è più sentito, di serbatoi per la raccolta di acqua piovana, da utilizzare per diversi usi, domestici e non, quando l’acqua latita per via di precipitazioni scarse che inaridiscono il terreno, compromettendo le colture, o di problemi alla rete idrica che non permettono di ricevere il flusso delle reti civiche. Se state pensando di installare una cisterna per la raccolta dell’acqua piovana, è bene però fare molta attenzione al materiale principale di cui si compone per evitare un impatto eccessivo sull’ambiente e compiere una scelta più ecofriendly possibile.

Impianto di riscaldamento solare

Un impianto di riscaldamento solare è un metodo per creare energia da una fonte rinnovabile con due finalità: riscaldare l’acqua e creare elettricità. Quando un pannello viene utilizzato per creare acqua calda senza dover ricorrere a caldaia o scaldabagno, si parla di solare termico; quando produce elettricità si parla di fotovoltaico.

Wangari Maathai nei ricordi del Green Cross: “Piantiamo i semi della pace, ora e per il futuro”

La causa ecologista è un aspetto importante della pace perché nel momento in cui le risorse si rarefanno, noi ci battiamo per riappropriarcene. Piantiamo i semi della pace, ora e per il futuro (Wangari Maathai).

Non è facile esprimere con le parole il vuoto che si è creato con la scomparsa della pacifista e ambientalista kenyana Wangari Maathai; molto ha fatto per il suo Paese e per le donne, alle quali ha assicurato l’accesso alle risorse primarie come legna, per cucinare, e acqua pulita.

Casa passiva, costi e vantaggi

La casa passiva è un’abitazione che non ha bisogno di riscaldamento “attivo” (o ne ha bisogno solo in piccola parte) che riguarda la combustione di gas, legna, o ricorso all’elettricità, ma mantiene il benessere termico grazie all’esposizione al sole, alle fonti rinnovabili e all’isolamento termico. Ma quanto ci costa? Lo vedremo dopo il salto.

Green economy, consumare meno risorse per essere più competitivi

La crescita verde è il solo futuro sostenibile per l’ Europa e per il mondo. I settori dell’industria e dell’ambiente devono collaborare perché nel lungo termine hanno gli stessi interessi.

queste parole, enunciate dal commissario dell’Unione europea all’ Ambiente Janez Potocnik, racchiudono in sintesi le linee guida della road map presentata questa mattina a Bruxelles per rilanciare l’economia in Europa e per rendere l’Unione più competitiva nel mondo. Rilanciare i consumi è possibile e anche senza consumare le risorse del pianeta come acqua, energia, aria e terra, nel modo in cui lo stiamo facendo, ormai da troppi anni.

La fish-pedicure, quel trattamento di bellezza che fa infuriare gli ambientalisti

Sono tra quelle persone che amano camminare  a piedi nudi, sulla sabbia laddove lo stato ambientale lo permette, ecco perché le spiagge di agosto affollate di cicche sono off-limits per me, ma anche a casa. Gli esperti sono concordi nell’affermare che il bare footing, il contatto diretto dei piedi con il pavimento o la terra sia estremamente benefico. Spiega Lorenzo Fonzone, ortopedico napoletano. che

Sentire il contatto con la terra permette di attingere energia in grado di riattivare la circolazione e il flusso delle forze vitali all’interno dell’organismo.

Ambiente, 40.000.000 di alberi piantati da Wangari Maathai

40 milioni di alberi sono stati piantati in tutta l’Africa da Wangari Maathai, premio Nobel per la pace nel 2004 scomparsa a Nairobi il 25 settembre 2011. Tutti ricordano il suo impegno per l’ambiente e per lo sviluppo sostenibile nella sua Terra e nel mondo, la lotta per la pace e la democrazia. La professoressa di biologia e assistente Ministro per l’Ambiente e le Risorse Naturali, ci ha lasciato all’età di 71 anni

dopo una lunga e coraggiosa battaglia contro il cancro.

Piante a risparmio idrico in giardino

Quali sono le piante più indicate per il nostro giardino se il nostro principale obiettivo è risparmiare acqua senza rinunciare ad una vegetazione folta e rigogliosa? E’ importante infatti dare spazio al pollice verde senza aumentare il nostro impatto sull’ambiente. Un elenco delle specie che ben si adattano ad un clima particolarmente arido è apparso qualche tempo fa su Repubblica e l’ho trovato decisamente utile per fare il punto della situazione in modo abbastanza immediato, dando uno sguardo rapido allo schema proposto, quando arriva il momento di scegliere cosa piantare nel nostro giardino. Divise tra piante , quelle che ben si adeguano a terreni secchi, e piante no, quelle che decisamente non vivono bene e soffrono senza abbondante acqua. Vediamole dopo il salto.

Fusione nucleare: avviato progetto che risolverà il problema energetico entro il 2020

La fusione nucleare, questa quasi mitica forma energetica che, dicono, dovrebbe risolvere tutti i problemi energetici mondiali, ha cominciato a muovere i primi passi verso la sua concretizzazione, dopo tanti dibattiti fatti solo sulla carta. Mentre si continuano a spendere miliardi di euro nella fissione nucleare, questa nuova tecnologia si calcola che potrebbe generare 500 milioni di watt di energia entro il 2020. Cifre che nessuna centrale, rinnovabile o meno, potrebbe mai nemmeno sognare.

Pellet o legna, chi è più green?

Le stufe a pellet sono diventate una moda in fatto di riscaldamento domestico, anche per persone che dicono di vivere in modo green. E, in qualche modo, sono effettivamente più efficienti ed hanno minori emissioni di particolato rispetto ai loro “fratelli” della stufa a legna e simili. Ma non sono la soluzione perfetta. Molte stufe a pellet richiedono elettricità, ed inoltre il pellet bisogna comprarlo, e non sempre se ne trova a chilometro zero. Ma qual è la soluzione più ecologica?

Bioedilizia, una casa aria e luce in Francia

Vi avevamo già parlato del progetto Model Home 2020, un’iniziativa a livello europeo per realizzare i prototipi delle case ecologiche del futuro, in previsione del rispetto degli standard di efficienza energetica e riduzione dei consumi e delle emissioni fissati dall’UE al 2020. Un’occhiata da vicino l’avevamo data ad un’abitazione austriaca, realizzata nei pressi di Vienna, la Sunlighthouse, un modello di dimora tutto improntato sullo sfruttamento della luce e del calore naturale, con collettori solari, impianti di solare termico e una caratteristica che rende unica la casa: la presenza di finestre per oltre un terzo della superficie totale a dare luce e riscaldare in modo del tutto gratuito e senza emissioni. Oggi parliamo di un altro prototipo, sempre rientrante nel progetto Model Home 2020, stavolta francese. Si tratta della Maison Air et Lumière, realizzata tra il 2010 ed il 2011, un’abitazione che intende inaugurare un nuovo concetto di casa che coniughi la sostenibilità ambientale alla qualità della vita di chi vi dimora.