Pesca, tre quarti dei pescherecci europei non sono sostenibili

di Marco Mancini Commenta

Ci siamo occupati spesso del problema della pesca, etichettandola come eccessiva in Europa, ma anche in molte altre parti del mondo. La fotografia che scatta il WWF stavolta però, è peggiore di quanto potessimo immaginare. Secondo l’associazione animalista infatti, tre pescherecci su quattro nel Vecchio Continente applicano tecniche di pesca non sostenibili. Cosa significa? Che continuando così tra qualche anno non ci saranno più pesci nelle nostre acque.

Come già spiegato qualche giorno fa, la Commissione europea ha messo in campo una proposta di rinnovare la politica comune sulla pesca, prendendo anche come punto di riferimento lo studio del WWF, il quale delinea la gravità della situazione senza mezzi termini. Il WWF osserva che il 75% delle attività di pesca valutate in Europa sono attualmente sovrasfruttate, con solo il 9% degli stock ittici che potrebbe sopravvivere fino al 2022. Inoltre la flotta peschereccia europea è troppo grande, almeno 2-3 volte più di quanto dovrebbe essere.

Per quanto riguarda quello che la Comunità Europea sta facendo per affrontare la pesca eccessiva (il 78% dei cittadini europei desidera che tutti i prodotti ittici europei provengano da fonti sostenibili), il WWF dice che ci sono “alcuni elementi potenzialmente buoni” nel nuovo programma anche se troppo è stato “lasciato al caso”.

Inoltre, i metodi per trattare con la capacità di pesca in eccesso in Europa sono rigidi ed escludono garanzie per evitare una concentrazione delle attività di pesca di un piccolo numero di navi o per  garantire una tempestiva revoca delle concessioni se non dovessero essere rispettati gli obiettivi di conservazione.

Non vi è alcuna soluzione universale per risolvere il problema della sovraccapacità della flotta comunitaria data la varietà delle attività di pesca che esistono in Europa. Né il mercato risolve automaticamente questo problema. Il WWF ritiene che sia importante dare ai pescatori delle regole nella gestione della pesca più elastiche, ma queste dovrebbero essere contemporaneamente collegate ad obiettivi di conservazione chiari.

[Fonte: Treehugger]

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