Presentato a Roma il nuovo distretto tecnologico per i beni e le attività culturali

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Una rete sinergica nella ricerca e nelle bioscienze che possa competere a livello internazionale e valorizzare i risultati della ricerca scientifica inserendoli all’interno del mondo produttivo. Stimolare lo sviluppo e la nascita di imprese innovative che utilizzino i beni culturali come volano per l’economia locale; favorire l’uso privato, ma regolamentato dal pubblico ed alto valore aggiunto, del patrimonio culturale, creando delle comunità di pratica tra gli attori del sistema; incrementare la collaborazione tra grandi imprese e piccole-medie imprese e tra il mondo accademico e quello imprenditoriale. Questi gli obiettivi del Distretto tecnologico delle bioscienze presentato in questi giorni al Vittoriano durante l’incontro “Innovazione tecnologica e sistema cultura”. Nell’ambito della manifestazione “Apriamo la mente” organizzata dalla Regione Lazio e svoltasi a Roma in questi giorni è stato quindi presentato il Distretto Tecnologico per i Beni e le Attività Culturali. Voluto dalla Regione Lazio, in particolare dall’Assessorato Sviluppo Economico, Ricerca, Innovazione e Turismo e dalla Filas, e realizzato in collaborazione con il Mur, Mise, Mibac, università laziali, CNR ed Enea, il nuovo Distretto nasce quindi con un programma molto ambizioso.


Il nuovo Distretto si propone anche di rafforzare i brevetti dato che nel Lazio si fa molto ricerca ma la si brevetta poco. Inoltre si cercherà di favorire il trasferimento tecnologico tra gli attori coinvolti, di ampliare l’offerta culturale attraverso forme di fruizione virtuale e multimediale, e di ridistribuire su aree più vaste i flussi turistici

ha precisato Flaminia Saccà, Presidente della Filas (Finanziaria Laziale di Sviluppo). Il nuovo distretto avrà a disposizione circa 100 milioni di euro elargite da fonti finanziarie comunitarie, nazionali e regionali. Inoltre tra il 2008 e il 2010, la Regione e lo Stato investiranno 40 milioni di euro. A questa somma, se ne aggiungeranno altri 30 che saranno attivati da investimenti privati. Infine 30 milioni attraverso il meccanismo del co-finanziamento.

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