Vai al contenuto
Home » Nel Mondo » Artide e Antartide » Riscaldamento globale: neve e ghiaccio al Polo Nord raffreddano il pianeta meno di 30 anni fa

Riscaldamento globale: neve e ghiaccio al Polo Nord raffreddano il pianeta meno di 30 anni fa

Senza dubbio il dibattito sul riscaldamento globale è destinato a durare ancora a lungo, ma in ogni caso sembra che la domanda cambi da “esistono i cambiamenti climatici?” a “i cambiamenti climatici sono dovuti all’attività umana?”. A togliere ogni dubbio sull’esistenza del fenomeno ci sono decine di ricerche scientifiche che stanno rilevando diversi mutamenti dovuti alla temperatura media più alta, compresi i record di caldo dell’ultimo decennio. Ora a queste si aggiunge una nuova scoperta effettuata da un’università americana.

Un nuovo studio, pubblicato su Nature Geoscience, mostra chiaramente il declino di neve e ghiaccio nell’emisfero Settentrionale. Questo degrado che dura ormai da almeno tre decenni, significa che una minore attività di raffreddamento viene prodotta dal feedback naturale.

La scoperta è importante in quanto va ad aggiungere un’ulteriore variante ai modelli climatici attualmente studiati da diverse agenzie internazionali che si occupano del fenomeno del riscaldamento globale, nessuno dei quali riproduce questo effetto. Come segnala il co-autore Karen Shell, della Oregon State University:

Anche se non necessariamente attribuiamo questo al riscaldamento globale, è interessante notare che nessuno dei modelli climatici utilizzati per la relazione del 2007 dell’International Panel on Climate Change ha mostrato una diminuzione di tale portata.

Una parte della diminuzione può essere dovuta ad un variabilità naturale del clima. Trent’anni non sono un periodo di tempo sufficientemente lungo per attribuire interamente il fenomeno all’influenza antropica, ma resta il fatto che la perdita del raffreddamento è significativa. Tale tasso di energia viene assorbito dalla Terra attraverso il declino della criosfera che, invece di essere riflessa verso l’atmosfera, viene assorbita per quasi il 30% in più a causa dell’aumento di anidride carbonica tra i valori pre-industriali e quelli di oggi. Insomma, i ricercatori dell’Oregon non se la sentono di dare con certezza la colpa all’uomo, ma diciamo che il genere umano resta ugualmente il principale sospettato.

[Fonte: Treehugger]

Panoramica sulla privacy

Questo sito Web utilizza i cookie per consentirci di offrire la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito web e aiutando il nostro team a capire quali sezioni del sito web trovi più interessanti e utili.

Puoi regolare tutto le impostazioni dei cookie navigando le schede sul lato sinistro.