
Flotte decisamente sovradimensionate per numero di imbarcazioni, capacità di cattura, tecnologia impiegata, in grado di pescare quantità di tonno rosso di fatto non più disponibili nel Mediterraneo: i maggiori paesi responsabili sono Turchia, Italia, Croazia, Libia, Francia e Spagna. Con l’Italia maglia nera tra i paesi dell’Unione europea. Per mantenere la capacità di pesca entro i limiti legali del 2008 stabiliti dall’Iccat (Commissione Internazionale per la Conservazione dei Tonni nell’Atlantico), la flotta nel Mediterraneo dovrebbe dismettere 229 imbarcazioni. Se poi ci si volesse attenere ai limiti dati dalla comunità scientifica il numero salirebbe a 283, 58 delle quali tra gli Stati membri dell’Unione europea. Il dossier mostra anche che con tutta probabilità l’Italia avrebbe denunciato quote inferiori a quelle effettivamente pescate: ad uno sviluppo della flotta negli ultimi 10 anni molto consistente (27 nuove unità dal 1997 ad oggi) sono corrisposte quantità di pescato sempre inferiori.
Il WWF lancia un appello in aiuto del tonno rosso, la prima a rispondere è stata la Coop, che decide di non vendere più il pesce per dare il suo contributo alla salvaguardia della specie .