Compie 50 anni l’architettura girasole
Un compleanno importante per la bioedilizia, quello della prima casa ruotante ad energia solare realizzata cinquant’anni fa in Belgio.
L’ideazione della costruzione si deve a Francois Massau, un commerciante di carbone belga che pensò di sfruttare l’energia solare costruendo una casa in movimento. Un po’ come un girasole che seguisse il percorso solare.
La realizzazione del progetto fu spinta dalla volontà di Massau di far pervenire più luce solare possibile alla moglie malata.
La casa solare rotante si trova vicino a Wayre, ma non ha mai goduto del successo che meriterebbe. Massau è morto povero nel 2002, dopo che aveva venduto solo una delle tre case rotanti da lui realizzate.
Ricordato in un articolo dell’Herald and Tribune, l’uomo non era né un ingegnere né un architetto, ma è riuscito a creare una casa solare solo con un po’ di ingegno.
Grazie ad un piccolo motore elettrico e a tre bottoni la dimora rotante riesce a girarsi completamente in solo un’ora e mezzo.
Al centro della casa si trova un asse d’acciaio, che ruota, portando con sé anche tutti i tubi ed il materiale elettrico dell’edificio, senza provocare alcun danno alle strutture e agli impianti.
Quando il sole è intenso i 130 metri quadrati dell’abitazione non hanno bisogno di altro riscaldamento che non sia quello naturale.
Lo stesso principio della casa di Massau è quello alla base della torre rotante dell’italiano David Fisher che sarà realizzato a Dubai, seguendo la scia di quella che è diventata una vera e propria branca dell’ecoedilizia: l’architettura girasole.
Il boom di case ecologiche e progetti che sfruttano le energie rinnovabili per diminuire i costi del fabbisogno energetico fa ben sperare che in futuro le case siano tutte ispirate ai principi dell’ecoedilizia.
Tuttavia i costi per la realizzazione di abitazioni ed edifici ecocompatibili continuanio a rimanere inaccessibili ai più, costituendo un grave ostacolo alla crescita del mercato dell’ecoedilizia.
2 Commenti
Scritto da Paola Pagliaro




Non sarebbe ora che i vari governi sponsorizzassero seriamente le industrie che producono case ecologiche per renderle più accessibili al grande pubblico?
Basterebbe che si eliminassero le tasse (e l’IVA) a tutti i livelli sui prodotti ecologici e che garantissero dei prestiti a tasso 0 rimborsabili su 10 anni anni per permettere a queste compagnie di offrire il loro articolo a prezzi ‘pari’.
Il governo economizzerebbe talmente nel mantenimento e gestione della polluzione, dei prodotti nocivi e dei rifiuti, che alla fine i conti tornerebbero.
Si, sarebbe ora che i governi facessero molte cose e soprattutto operassero delle scelte in linea con la grave crisi ambientale ed energetica che sta vivendo il mondo. Purtroppo ci sono molti interessi economici che impediscono all’industria del mattone di dispiegare tanti fondi per case ecologiche, a perderci sarebbero in molti, almeno inizialmente. Ma oggi nessuno è disposto ad investire per il futuro, e quando dico futuro parlo delle generazioni a venire che godrebbero così di energia pulita e rinnovabile e di un mondo migliore… si pensa al profitto del presente e non esiste altro oltre l’orizzonte che non abbia la logica del guadagno imminente… il singolo cittadino può però continuare ad operare delle scelte autonome, in linea con il risparmio energetico e il rispetto della Terra e delle sue risorse. Sembrerà un granello di sabbia nel deserto ma è importante, se non altro per agire in maniera eticamente corretta nei confronti della nostra Casa…