Moda ecologica, quando il verde è fashion

 
Marco Mancini
16 agosto 2010
2 commenti

eco moda Moda ecologica, quando il verde è fashion

Circa dal 15 al 20% del tessuto utilizzato per la produzione dell’abbigliamento finisce in discarica, un lusso che al giorno d’oggi non è più tollerabile. I pionieri della “moda a zero rifiuti” hanno trovato una soluzione: la progettazione di modelli di abbigliamento che utilizzano ogni centimetro di tessuto: se sembra facile, non lo è.

Secondo quanto riporta il New York Times, il mese prossimo la Parsons New School for Design offrirà uno dei primi corsi di moda a zero rifiuti al mondo, in cui gli insegnanti affiancheranno le tecniche della moda ai principi della sostenibilità.

Gli studenti avranno come compito quello di creare jeans a zero-rifiuti. Ma come fa un designer a creare i suoi modelli senza nemmeno un centimetro di meteriale di scarto? Sempre secondo il NY Times:

Il designer ha a disposizione diverse tecniche. Secondo la “sottrazione del taglio” di Timo Rissanen un modo per eliminare gli sprechi è quello di creare un modello di abito con soffietti, tasche, colli e rifiniture che si adattano come un puzzle. Tali progettisti favoriscono certe tecniche di taglio con nomi come il “taglio puzzle” (Liu) e “taglio a sottrazione” (Mr. Roberts). Mr. Rissanen ha inserito su un blog, zerofabricwastefashion.blogspot.com un altro metodo che è quello di non semplicemente tagliare il tessuto completamente, ma modellarlo direttamente su un manichino, per poi piegarlo, imbottirlo e cucirlo.

Un’altra tecnica a zero rifiuti è una tecnologia chiamata Direct Panel on Loom (DPOL) dello stilista indiano Siddhartha Upadhyaya. Il New York Times osserva che i produttori di abbigliamento più famosi devono ancora riprendere queste tecniche efficienti. Ma perchè?

[Usando Denim come esempio] la larghezza standard per la produzione del tessuto Denim commerciale è di 60 pollici di larghezza (circa un metro e mezzo, ndr). Utilizzare una larghezza diversa potrebbe modificare la quantità di rifiuti generati, ma sarebbe anche necessario ridisegnare una linea di produzione.

Ora non ci resta che attendere di vedere cosa i giovani designer saranno in grado di fare, e sperare che le future generazioni di stilisti prenderanno in considerazione anche i principi della sostenibilità per i loro capi.

Fonte: [Treehugger]

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  • #1ALTA ROSA

    a firenze la SPOSA è eco-chic con tessuti naturali e da coltivazione biologica.
    quando il verde è fashion sempre !
    concept store for green clothing.
    via san gallo 84r

    18 gen 2011, 3:06 pm Rispondi|Quota
  • #2patrizia fiesoli

    Per una sposa diversa, che vuole uscire dai canoni classici del matrimonio, l’atelier fiorentino Alta Rosa propone un’idea nuova dell’abito da sposa, da realizzare in collaborazione con la cliente, che può mettere in atto le proprie fantasie.
    La donna che si avvicina a questo mondo è una donna determinata e sicura di sé, che si rispetta e che rispetta ciò che la circonda, scegliendo di essere unica e di potersi rispecchiare nell’abito che indossa.
    Valeria Doga e Gloria Modesti, creano un vero e proprio percorso con la cliente, iniziando da un dialogo diretto attraverso il quale poter capire la persona che hanno davanti e riuscire così, integrando le idee di partenza della stessa con fotografie e modelli in archivio, a realizzare un abito su misura della persona e soprattutto della personalità da soddisfare.
    Non esiste una collezione prestabilita, qua si può dare libero sfogo alla creatività, e vedersi creare man mano il proprio abito dei sogni realizzato con cura dei particolari e attraverso un attento studio di linee colori e tessuti pregiati (in fibre naturali come seta cotone e canapa coltivate in maniera ecologica, o lane naturali, trattate senza agenti chimici aggressivi), la cui combinazione dà vita ad abiti di alta sartoria e di estrema eleganza, il cui costo rimane comunque accessibile.
    A completare il tutto accessori anch’essi ecologici ed eco-compatibili, che vanno ad arricchire gli abiti dalle linee semplici, o a contornare quelli più lavorati.
    L’idea che Alta Rosa riesce a mettere in atto è quella che, per un giorno così importante come il proprio matrimonio, l’essenziale è sentirsi e ritrovarsi nell’abito che si indossa, in modo da vivere e ricordare con estrema serenità il giorno più bello della propria vita.

    18 gen 2011, 3:09 pm Rispondi|Quota
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