Uno studio della Virginia University, Stati Uniti, coordinato dal ricercatore Jose Fuentes ha messo in evidenza come il più elevato inquinamento ha distrutto il 90 per cento dell’aroma dei fiori con conseguenze non indifferenti.
Come affermava Albert Einstein
Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita.
La strage di api non mette a rischio il solo futuro dell’apicoltura e del gustosissimo miele, ma ha ripercussioni su tutto il nostro comparto agricolo, dal momento che oltre un terzo delle coltivazioni sono impollinate grazie al loro lavoro. L’inquietante profezia del grande fisico è in realtà il frutto di un lucido ragionamento: niente api, niente impollinazione; quindi niente piante; né animali erbivori. E quindi, niente più uomini. Sino a 100 anni fa quando gli ambienti naturali erano meno inquinati le molecole di profumo rilasciate dai fiori venivano avvertite dalle api ad una distanza di 1.200 metri. Ora la distanza è di 200-300 metri. Cosa succede?
Durante il loro tragitto naturale le molecole, portate dal vento, sono alterate dallo “
smog fotochimico” e le api non sentendo più l’odore dei fiori non sono più capaci di andare a bottinare. L’odore dei fiori diventa irriconoscibile e le api girano a vuoto e non riescono a portare avanti la loro opera di impollinazione. Il fenomeno della moria della api imperversa su scala mondiale, basti pensare che in Italia, fa luce la
Coldiretti, solo nel 2007 si è registrata la perdita di 200mila alveari, mentre negli Stati Uniti la situazione è ancora più drammatica: in alcuni territori gli alveari sono stati devastati, con mortalità del 60-70%, tanto che è stata coniata la sindrome del Colony Collapse Disorder,
Sindrome dello spopolamento degli alveari.
Non è colpa dell’inquinamento…
Vidi un documentario a riguardo proprio poche settimane fa (History o Discovery Channel, non ricordo di preciso)
La strage è cominciata in momenti diversi nei vari luoghi ma purtroppo con gli stessi risultati, si era escluso l’inquinamento ancor prima delle autopsie perchè ad esempio morivano api in Australia lontane centinaia di chilometri dalle città e vivevano normalmente api nel centro di Londra…
La cosa colpisce anche altri insetti impollinatori mentre non riguarda le altre specie…
Non vorrei che si fossero ammalate le piante stesse (Magari proprio per l’inquinamento) e questo porti alla morte delle Api, Farfalle e compagnia bella.
è tutto malato, ogni cosa nella natura è legata,,,la distruzione degli equilibri è conseguenza di quasi tutti i problemi ecologici che abbiamo oggi
[...] in Italia, dall’analisi chimica in laboratorio di alcune api morte (guardate la foto in basso a sinistra: è spaventosa!), si è riscontrata un’alta [...]
Quando si parla di inquinamento mica devi pensare solo alle macchine e quindi alla città.
E’ più facile che a essere spruzzate di sostanza chimiche siano le aree di campagna coltivate piuttosto che la città. Un ipotesi è che siano alcuni composti a base di nicotinoidi a favorire la scomparsa delle api.
ormai e tropo tardi il errore umano e stato fatto non si porta piu riparare che sia come prima GUARDATE CHE CASINO CE NEL MONDO IN GENERALE TUTTO VA DA PEGIO IN MOLTO PIU PEGIO E NESUNO NON FA NIENTE PIU LA TECNOLOGIA VA SU PIU ROVINIAMO NOI STESI E TUTO IL MONDO NATURA ETC.meglio che finisca tutto
@ Paola Pagliaro:
non e vero niente cretyna
non ai capito nulla della vita
vai a lavorare
viva le api!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
[...] nei pascoli di tutta Europa sono in forte declino, il che indica, come accaduto in passato con le api, una catastrofica perdita di prati fioriti in molti Paesi. Delle popolazioni di 17 specie di [...]
@ kkXI pesticidi:Bayer sarebbero responsabili della moria di api del mondo http://www.facebook.com/notes/coordination-gegen-bayer-gefahren-cbg/bayer-estaria-matando-las-abejas-del-planeta/174406252590975
[...] Se l’ape scomparisse dalla Terra: conseguenze dell’inquinamento [...]
[...] ottenere un buon prodotto, l’ambiente deve rimanere il più possibile integro e inalterato: le api sono infatti particolarmente sensibili agli inquinamenti di ogni [...]