
Un professore di architettura di New York ed un suo studente hanno progettato una rete di bacini galleggianti modulari per sfruttare l’energia pulita per la Grande Mela. Secondo Richard Garber, un professore di architettura presso il College di Architettura e Design NJIT, ed il suo allievo Brian Novello, l’azione della marea nella città di New York sarebbe abbastanza forte da far funzionare il sistema.
La stazione di approdo collega i moli convenzionali di New York City. Eventualmente, i moli sarebbero ulteriormente estesi nel fiume per ottimizzare la generazione di energia pulita, mentre sarebbe disponibile sempre più spazio verde pubblico e aree acquatiche per la fauna selvatica. Il sistema energetico incoraggia una maggiore visibilità del legame tra l’acqua e l’interno della città.
Tra le tante catene stupide che ci si ritrova a cestinare ogni giorno nella mail, oggi ne ho ricevuto una intelligente, una presentazione in power point efficacemente elaborata con delle immagini che non possono lasciare insensibili, e che affronta il problema dei
Se per chi vive in campagna l’orticello non è certo una chimèra, lo stesso non può dirsi per gli abitanti delle metropoli, o almeno non per ora. Gli scienziati, infatti, stanno pensando che in un futuro ormai prossimo bisognerà risolvere il problema dell’alimentazione di una popolazione in costante crescita adottando nuovi tipi di coltivazioni. E coltivando anche nei grattacieli. Skyfarming, le fattorie verticali, così le chiamano. Spiega Dickson Despommier della Columbia University di New York:
Il lago d’Aral, erroneamente chiamato Mare d’Aral (è salato), è tristemente noto come oggetto di uno dei disastri ambientali più gravi della storia dell’umanità, se non il più grave in assoluto. Così lo descrive Al Gore nel suo libro Earth in balance. Così lo vediamo dalle immagini riprese dal satellite (foto sopra).