Ridurre l’accumulo di arsenico nelle piante: scoperta la proteina responsabile dell’assorbimento

L’arsenico è un elemento chimico molto tossico e canceroso, presente in natura nelle rocce e nel suolo. Sono numerosi i paesi che, in base ai dati dell’UNESCO, devono fare i conti con le alte concentrazioni di arsenico nel suolo e nelle falde acquifere e spesso anche le colture, e in particolare il riso, vengono contaminate dall’arsenico, costituendo un grave rischio per la salute dell’uomo. Ingerire alte quantità di arsenico, infatti, può causare, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità,  la cosiddetta arsenicosi, una malattia che genera, tra gli altri, disturbi della pelle, cancro ai reni e alla vescica. Per far fronte a questo grave problema che affligge milioni di persone nel mondo, negli anni numerosi scienziati si sono dati da fare per trovare soluzioni adeguate. Alcuni ricercatori dell’Università di Gothenburg in Svezia, ad esempio, sono riusciti a capire come funziona il meccanismo di trasferimento dell’arsenico nelle piante, identificando quali sono le proteine responsabili dell’assorbimento.

Le ultime novità dell’ecoautomobilismo

Traffico, emissioni, inquinamento nelle città, caro benzina. Tutte parole chiave legate all’automobile.
Le quattro ruote che dovrebbero fungere da utilitaria per andare al lavoro e per esigenze personali, sono diventate più che un bene utile un bene di lusso. Lo testimonia il grande affollamento di Suv sulle strade italiane, simbolo di un’educazione che tutto si può definire tranne che ecologica.

Spingere verso il mercato delle auto ecologiche o che almeno limitino gli sprechi di carburante, è un obiettivo che molte case automobilistiche fingono sia primario, per ottenere plausi, pubblicità e quel consenso demagogico che tanto fa bene al buon nome di un’azienda. Ma cosa si sta facendo di concreto per limitare le emissioni dei gas di scarico delle automobili e ridurre i consumi?

Aerei ecosostenibili e a basso consumo. L’aviazione ricerca soluzioni ecosostenibili

Aerei più ecologici, più economici e meno inquinanti. E’ questa la nuova frontiera dell’aviazione che, come la nautica, di cui abbiamo parlato ieri, si sta impegnando nella ricerca di soluzioni ecosostenibili. A spingere l’aviazione verso il cambiamento sono soprattutto il caro-carburante, con il cherosene a 140 dollari a barile e l’inquinamento, con 3,16 tonnellate di anidride carbonica per ogni tonnellata di carburante. Le soluzioni eco-compatibili per il breve periodo prevedono l’impiego come carburante di biofuel di terza generazione e di carburanti sintetici Fischer Tropsch. Gli sforzi maggiori dell’aviazione si concentrano, però, sui motori degli aerei che rappresentano il principale elemento di inefficienza. Sono stati già presentati dai grandi della motoristica aereonautica nuovi propulsori a basso consumo in grado di abbattere i consumi fino al 10%.

Green Design Festival, Atene ci prova

Atene ci prova. Forse consapevole del suo essere tra le capitali più inquinate d’Europa, fa un salto avanti ed edifica un Eco Museo nella piazza centrale, costruisce giardini verticali lungo le pareti dei palazzi e si ripensa in tema ecologista.

Diffondere nei cittadini una cultura del verde, o almeno crearne la consapevolezza, è lo scopo dell’Athens Green Design Festival, il primo tentativo greco di parlare di Design e di sostenibilità. Attraverso l’uso di installazioni, idee creative, nuove tecnologie e riuso di materiali, il festival mira a presentare idee e soluzioni per tingere di verde la vita quotidiana di una popolazione che di attenzione all’ecologia oggi ne ha ben poca.

Imbarcazioni ad emissioni zero: la nautica alla ricerca di soluzioni ecocompatibili

Cresce sempre più la cultura ecologica e anche la nautica è costretta ad adeguarsi andando alla ricerca di soluzioni ecocompatibili per ridurre i consumi e le emissioni inquinanti. Va per la maggiore l’utilizzo delle energie alternative ed in particolare di quella eolica con l’impiego di vele sempre più innovative e potenti. E’ in fase di sperimentazione, inoltre, l’utilizzo di una sorta di aquilone in grado di evitare anche lo sbandamento dello scafo. Gli sforzi maggiori della ricerca si concentrano, comunque, sui motori delle imbarcazioni: da quello elettrico a quello ibrido. Il motore più ecologico è, per adesso, quello elettrico che aggiunge alle sue caratteristiche ecocompatibili anche l’assenza di rumori e di vibrazioni. Circa il motore elettrico, l’obiettivo della nautica è la ricerca di un nuovo metodo di ricarica delle batterie che non comporti l’uso dell’energia elettrica prodotta da fonti non rinnovabili. Si pensa all’impiego di tecniche analoghe a quelle delle auto ibride che ricaricano le batterie con la pressione del pedale del freno.

Quel pittore è proprio un cane!

Gli animali hanno una vena artistica, non lo sapevate? Già nel lontano 1998 due artisti russi provarono ad aprire una scuola d’arte in cui i soli studenti erano gli elefanti.

Come far convivere cane e gatto

Cani e gatti, eterni nemici? Non è una regola fissa, a quanto risulterebbe da una recente ricerca condotta dagli studiosi della Tel Aviv University.  I due animali domestici più amati

Eco Pedali e Travolution, le due tecnologie per aiutare l’ambiente guidando

Fermare, ripartire e accelerare continuamente con il SUV brucia inutili quantità di carburante mentre si guida. Per combattere questa nota sfida sono state inventate due nuove tecnologie in grado di farvi guidare ecologicamente.

L’Eco Pedale della Nissan spinge indietro il piede del guidatore e il “Travolution” dell’Audi gli comunica a che velocità deve andare per beccare tutti i semafori verdi. Queste sono solo due delle funzioni ecologiche che la casa automobilistica giapponese e tedesca hanno inventato per venire incontro alle esigenze ambientali che la Terra richiede anche e soprattutto alle automobili.

Cane clonato fa nascere 9 cuccioli

Buone notizie per i sostenitori della clonazione. In Corea del Sud è nata la prima cucciolata da un cane clonato. L’esperimento, perfettamente riuscito, di far nascere Snuppy, un levriero afghano

La mattanza delle balene alle isole Far Oer, fermiamo lo scempio


Di immagini crude che documentino la ferocia e la barbarie di cui è capace l’uomo contro le altre specie viventi ne abbiamo diffuse molte: dal massacro delle foche che si perpetua ogni anno in Canada, alla strage degli elefanti in Africa, alla mattanza delle tigri appese come maiali a testa in giù per rifornire il mercato alimentare esotico dei cinesi ricchi.
Oggi vogliamo denunciare un’altra efferata e insensata usanza che si ripete annualmente nelle isole Far Oer, in Danimarca: l’uccisione di centinaia di balene, arpionate e accoltellate in massa da decine di persone, accorse come per un rito, a quello che per loro è un giorno di festa, per i poveri mammiferi un giorno rosso di sangue, un eccidio brutale ed inspiegabile.

L’uomo nasce cacciatore, diranno alcuni, ed è normale che si pratichi la pesca, che si vada a caccia e che si cibi di altre specie viventi. Fin qua ci siamo. Ma come insegnavano gli indiani d’America, i primi veri ecologisti, non bisogna prendere più del necessario da Madre Natura, rispettando ogni animale, ogni pianta come fosse sacra, perché necessaria alla nostra sopravvivenza.
Uccidere gli elefanti per farne bacchette d’avorio, assassinare le tigri per servirle ad un nababbo in camera con la sua amante, massacrare tenerissimi cuccioli di foca per ricavarne pellicce per signore facoltose non è lo stesso che uccidere un orso, come facevano anticamente gli indiani, per ricavarne un cappotto per ripararsi dal gelido inverno.
Così come c’è un’enorme differenza tra pescare per la sussistenza di una popolazione e compiere un massacro scellerato per perpetuare una stupida tradizione.