Emissioni gas serra, il 33% proviene dall’agricoltura

Emissioni gas serra, causa agricoltura per il 33%

La coltivazione agricola è responsabile di circa il 33% delle emissioni dei gas serra presenti nell’atmosfera terrestre e responsabili del surriscaldamento globale. Il dato è emerso nel convegno “Alimentazione e Ambiente; sano per te, sostenibile per il Pianeta” che si è tenuto a Milano il 29 giugno 2010, presso il Museo nazionale della Scienza e della Tecnologia.

Il convegno è stato organizzato da Barilla Center for Food & Nutrition, del gruppo Barilla, per promuovere l’informazione e la ricerca nel campo alimentare e nutrizionale, tenendo conto della tutela e della salvaguardia del Pianeta.

Formula 1, la rivoluzione ecologica scende in pista

formula uno verde

L’annuncio fatto già qualche anno fa potrebbe finalmente venire attuato a breve: la Formula 1 diventerà più rispettosa dell’ambiente. Lo sport più inquinante per antonomasia è stanco di essere additato come l’unico ad andare in controtendenza rispetto a tutti gli aspetti della vita umana in evoluzione, continuando ad emettere miliardi di tonnellate di Co2 ogni anno. Per questo, grazie anche alla pressione degli sponsor, ha deciso di tagliare le proprie emissioni del 15% entro il 2013.

La decisione è arrivata a seguito delle richieste di molti degli sponsor principali, i quali stanno incassando le proteste dei clienti che li accusano di ipocrisia. E’ inutile infatti portare avanti campagne pubblicitarie nel rispetto dell’ambiente, per poi pagare macchine che consumano centinaia di litri di benzina ogni Gran Premio, e che producono tonnellate di Co2 in centinaia di modi diversi.

Menu estivi sostenibili, dimagrire rispettando l’ambiente

dieta dimagranteQualsiasi attività umana produce CO2, anche quella apparentemente innocua come il mangiare. La dieta Mediterranea, oltre a fare bene al corpo, fa bene anche all’ambiente, dato che essendo basata quasi esclusivamente sui prodotti della Terra, produce una quantità di carbonio davvero minima, se paragonata ad altri tipi di abitudini alimentari come quelle del Nord Europa o alla dieta americana.

Di questo si è parlato al Barilla Center for Food & Nutrition (Bcfn), un convegno che si è tenuto ieri a Milano, in cui alla classica Piramide Alimentare, una sorta di “classifica” degli alimenti disponibili in natura stilata nel 1992 dall’Us Department of Agricolture, è stata affiancata una nuova graduatoria, chiamata appunto Doppia Piramide, che riguarda la produzione di CO2 per ogni alimento.

Anidride carbonica in aumento, lo rivela Envisat

satellite ambientale Envisat

I dati raccolti dal satellite europeo Envisat dimostrano un costante aumento della quantità dei gas che provocano l’effetto serra sul nostro Pianeta. Il dato più allarmante riguarda la concentrazione di anidride carbonica, il cui incremento è salito di circa 2 parti per milione (ppm) dall’anno 2003 al 2009. Questo vuol dire che 1 milione di molecole d’aria contiene 386 molecole di CO2.

I valori, raccolti dal satellite, in particolare dal sensore Sciamacgy, sono stati presentati oggi al Convegno sull’Osservazione della Terra promosso dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) nella città di Bergen, in Norvegia.

Polveri sottili, al vaglio nuove misure di prevenzione

Polveri sottili in città

Le polveri ultrasottili derivanti dalla combustione dei motori diesel sono il fattore più inquinante e dannoso per la salute. Causano ogni anno centinaia di morti e migliaia di affezioni invalidanti solo in Italia. E’ quanto emerso nel convegno internazionale “Trasporto sostenibile: energia, salute e ambiente, problemi e soluzioni

Le polveri ultrasottili non solo sono la causa di una

strage silenziosa

ma ogni anno gravano sulle casse dello Stato, e quindi su noi cittadini, con costi sanitari molto elevati.

L’unico modo per arginare l’inquinamento da polveri sottili è

l’adozione di soluzioni tecnologiche già disponibili sul mercato, caratterizzate dall’efficacia comprovata da decine di test internazionali e dai costi contenuti: i filtri antiparticolato, in grado di abbattere oltre il 99,8% delle polveri ultrasottili.

Emissioni CO2, KO grazie alle videoconferenze

video conferenza emissioni CO2Un nuovo rapporto diffuso dal Carbon Disclosure Project (CDP) e sponsorizzato da AT & T ha rivelato che la videoconferenza può significare un risparmio enorme per le imprese, sia in denaro che in impronta di carbonio. Secondo il rapporto, sostituire i viaggi tra Stati Uniti e Gran Bretagna con una “telepresenza” può significare

tagliare le emissioni di CO2 di circa 5,5 milioni di tonnellate in totale … e ottenere dei benefici per l’economia finanziaria di quasi 19 miliardi dollari, entro il 2020.

Poiché le imprese sono costrette a tagliare drasticamente i costi per sopravvivere alla recente crisi economica e prepararsi per una regolamentazione più severa delle emissioni di gas serra, possiamo così notare come l’uso delle telecomunicazioni al posto del classico “faccia a faccia” sia la soluzione migliore per tutti.

Prestigiacomo: riduzione CO2 del 30% entro il 2020? Nel libro dei sogni

riduzione emissioni co2 Stefania PrestigiacomoSi lascia andare a dichiarazioni poco incoraggianti, il ministro dell’Ambiente italiano Stefania Prestigiacomo. In occasione di una riunione a Lussemburgo con i suoi colleghi europei, svoltasi l’undici giugno scorso, dichiara infatti che:

innalzare gli obiettivi di riduzione della CO2 dal 20% al 30% entro il 2020 è fattibile solo nel libro dei sogni.

Si erano invece espressi a favore i ministri dell’Ambiente di Francia e Germania. Il francese Jean-Louis Borloo, in particolare, aveva auspicato

un’accelerazione nello studio dettagliato sulle opzioni possibili per passare al più presto al 30%.

Dietro la proposta di innalzare al 30% gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra entro il 2020 non solo la preoccupazione per l’ambiente e l’inquinamento, che mina la qualità della vita della popolazione europea, ma anche un ritorno economico. Stando ad un recente studio, commissionato proprio dalla Commissione europea, i costi per il passaggio dal 20 al 30% sono inferiori rispetto a due anni fa. La crisi economica, infatti, avrebbe avuto come effetto secondario proprio la diminuzione delle emissioni.

Decreto salva CO2 del Governo, Legambiente, WWF e Greenpeace si appellano all’UE

co2Un appello accorato al Commissario europeo per il Clima Connie Hedegaard, quello firmato da Legambiente, WWF e Greenpeace, che si interroga sulle contraddizioni del recente decreto salva CO2 approvato dal Governo. Il provvedimento incriminato consente anche alle aziende inquinanti l’accesso ai finanziamenti pubblici destinati dall’Unione alle politiche a favore del clima e che saranno erogati a partire dal 2013.

Dei veri e propri permessi ad inquinare concessi alle imprese, bonus emissioni o come vogliamo chiamarli, in netto contrasto con la Direttiva ETS, con la quale l’Unione intende far pagare alle aziende, mettendo in vendita permessi emissioni,  le quote di CO2 emesse l’anno precedente, con l’obiettivo di incentivare le tecnologie pulite e la green economy e soprattutto di non superare il livello di inquinamento massimo fissato.

La riforestazione può mitigare la lotta ai cambiamenti climatici

riforestazione

Gli scienziati dell’Università dell’Oklahoma e dell’Università Fudan di Shanghai, in Cina, hanno scoperto che il rimboschimento e l’imboschimento (la creazione di nuove foreste) possono ridurre il potenziale dei boschi di diminuire i cambiamenti climatici. Yiqi Luo, professore di ecologia al College UO delle Arti e delle Scienze, Dipartimento di Botanica e Microbiologia, e Changzhang Liao, Bo Li e Changming Fang, docenti di ecologia presso l’Università Fudon, Dipartimento di Ecologia e Biologia Evolutiva, hanno esaminato se le piantagioni possiedono lo stesso stock di carbonio degli ecosistemi delle foreste naturali.

In sintesi 86 studi sperimentali tra le piantagioni e le loro controparti, le foreste naturali, hanno dimostrato che le riforestazioni riducono in modo sostanziale gli stock di carbonio negli ecosistemi rispetto alle foreste naturali.

Queste diminuzioni delle scorte di carbonio degli ecosistemi dovrebbero essere considerate, insieme ad altri prodotti forestali come il legno raccolto, quando l’attenuazione totale del rimboschimento viene valutata.

ha spiegato Luo. Questo studio sfida l’idea che la crescita di specie non indigene o il potenziamento di quelle native nel territorio forestale faccia ottenere rendimenti maggiori sul recupero del carbonio dall’aria. Essi si dicono contro la sostituzione delle foreste naturali con il rimboschimento, notando che già soltanto l’imboschimento può contribuire ad evitare il cambiamento climatico.

Intel abbatte del 24% le sue emissioni in un solo anno

edificio intel

Ormai la reazione a catena è avviata e difficilmente si riuscirà a fermare. Ma per una volta si tratta di una conseguenza positiva. Anche Intel, come molte altre concorrenti del settore IT di cui ci siamo già occupati in passato, si è data un sacco da fare per ridurre la sua impronta ecologica. L’obiettivo che l’azienda americana è riuscita a raggiungere è stato il taglio complessivo del proprio impatto ambientale del 24% nel 2009, riducendo il proprio consumo di energia del 9% durante lo stesso anno, che sono valsi un risparmio di circa 4 milioni di dollari sui costi per l’energia elettrica. I progressi di Intel per lo più si sono concentrati su un settore in particolare.

La maggior parte della riduzione di Intel è stata fatta con l’azzeramento degli sprechi dei data center, le più grandi sezioni succhia energia per l’industria IT, visto che richiedono molta elettricità per raffreddare i server. La maggior parte dell’energia nei data center viene utilizzata semplicemente per il raffreddamento.

Tuttavia, Intel ha già ridotto le emissioni di anidride carbonica delle sue fabbriche e centri di elaborazione dati del 16% ma con la creazione di data center più efficienti, la società spera di risparmiare 650 milioni dollari attraverso l’ottimizzazione delle procedure entro il 2012. Potrebbe sembrare un compito arduo, ma sono certi di poterci riuscire.

Individuato il più potente gas ad effetto serra

condizionatori

I gas serra contenenti molecole di fluoro sono tra i più nocivi per l’ambiente perché intrappolano il calore della Terra nell’atmosfera in modo più efficiente, secondo un nuovo studio della NASA. Qui gli scienziati hanno analizzato decine di composti di gas ad effetto serra e li hanno classificati come agenti del riscaldamento globale per creare le linee guida in modo da minimizzare il fenomeno.

L’obiettivo serve alle aziende chimiche come linee guida durante la creazione di potenti gas ad effetto serra, come i perfluorocarburi (PFC) e gli idrofluorocarburi (HFC), che sono utilizzati in oggetti di uso quotidiano come i condizionatori d’aria.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Proceedings della National Academy of Sciences, ha scoperto che le sostanze chimiche che contenevano fluoro erano dei gas ad effetto serra molto più forti di quelli che contengono cloruro di idrogeno, come PFC, HFC e clorofluorocarburi (CFC), che sono stati considerati responsabili della distruzione dello strato di ozono. I ricercatori hanno in particolare esaminato come il numero e la disposizione degli atomi di fluoro all’interno di una molecola chimica influenzi la sua potenza come gas serra.

Record di taglio della Co2: gli States abbattono del 7% le emissioni in un solo anno

emissioni

La Energy Information Administration (EIA), un’agenzia federale statunitense che controlla l’utilizzo dell’energia, ha presentato ieri una statistica piuttosto sorprendente. Ha infatti riferito che gli Stati Uniti hanno raggiunto un record di taglio delle emissioni di CO2 del 7% nel 2009. Il calo del 7% è il più grande in assoluto, in termini percentuali, per gli Stati Uniti sin da quando si è cominciato a tenere la contabilità completa dei dati energetici annuali nel 1949.

La sorpresa arriva più che altro perché gli States sono stati il Paese che più di tutti ha fatto ostruzionismo a Copenaghen per fissare un limite per la riduzione delle emissioni, e guardando questi risultati non si capisce perché, visto che riesce ad avere risultati migliori di altre nazioni.

L’anidride carbonica è considerata un gas serra ed uno dei principali colpevoli dei cambiamenti climatici. Non è tossica per l’uomo nella sua concentrazione normale, noi la creiamo con ogni respiro. Tuttavia, essa si accumula nell’atmosfera in particolar modo con la combustione dei combustibili fossili, tanto da poter cambiare il clima della Terra. Ridurre la produzione globale di CO2 è il principale obiettivo a lungo termine ambientale di tutte le nazioni civili.

Riscaldamento globale, il ruolo delle piante

foglie emissioni di metanoLe piante restano un mezzo efficace per combattere il riscaldamento globale, nonostante emettano in piccole quantità un gas ad effetto serra importante. E’ quanto sostiene un recente studio condotto da un’équipe di ricercatori dell’Università di Edimburgo e coordinato dal dottor Andy McLeod.

La ricerca ha calcolato che le piante emettano meno dell’1% delle emissioni totati di metano sulla Terra. Quindi, anche se il metano è considerato circa 25 volte più potente dell’anidride carbonica nell’impatto sul riscaldamento globale, la vegetazione non ne produrrebbe poi così tanto da incidere significativamente sull’aumento delle temperature e su quanto sta avvenendo relativamente ai cambiamenti climatici.

Il vulcano islandese abbatte le emissioni di Co2

vulcano Eyjafjallajökull

Quando si dice non tutti i mali vengono per nuocere. L’eruzione del vulcano islandese dal nome impronunciabile, Eyjafjallajökull, è improbabile possa avere un impatto significativo sul clima, ma ha provocato una diminuzione delle emissioni di carbonio rilevante, dicono gli esperti.

Oggi la nube che è stata l’incubo delle compagnie aeree si è diradata e i voli hanno ripreso a partire. Si possono dunque tirare le prime cifre del disastro, il quale se è costato tantissimo alle tasche delle compagnie (si parla di un danno da 1,2 miliardi di euro), pare sia stato un bene per l’ambiente. Non solo infatti lo schermo nero ha riflesso i raggi del sole, abbassando (anche se di poco) le temperature di tutta Europa, ma ha permesso, con 5 giorni di stop dei voli, di risparmiare una quantità impressionante di Co2 emessa: quasi 3 milioni di tonnellate.