Le 6 civiltà scomparse a causa dei cambiamenti climatici

di Redazione Commenta

I cambiamenti climatici sono sempre esistiti, su questo non ci sono dubbi. Anche i più radicali negazionisti non possono affermare che la temperatura media della Terra sia sempre rimasta la stessa, e proprio questa affermazione conferma la loro tesi secondo cui i cambiamenti in atto non dipendono dagli esseri umani. Su questo dibattito ci concentreremo in altri articoli. Quello che oggi vogliamo dimostrarvi è cosa accade quando cambia il clima. Tra le varie ipotesi sull’estinzione dei dinosauri, per esempio, c’è anche quella del cambiamento del clima. Ma se sui dinosauri non si sa quasi nulla, il sospetto che questo fenomeno c’entri con la scomparsa di alcune delle più grandi civiltà della storia è molto forte.

1 – I Maya. Non si sa bene quando è cominciata la loro cività, ma si sa che il picco è stato raggiunto intorno all’anno 1.000 d.C. Improvvisamente queste popolazioni, che hanno dimostrato di conoscere la scrittura, l’astronomia e la matematica, sono scomparse nel nulla. La spiegazione più razionale è legata ad un cambiamento delle condizioni del clima radicale che ha portato larga parte della popolazione a morire di fame, e la restante a farsi la guerra per le poche risorse rimaste a disposizione.

2 – Civiltà della Valle dell’Indo. Poco conosciuta ai più, ha vissuto migliaia di anni fa in una parte che oggi chiamiamo India, ma anche Pakistan, Iran e Afghanistan. La sua popolazione era stimata in 5 milioni di persone, circa il 10% della popolazione mondiale dell’epoca. Come hanno fatto a sparire? Anche in questo caso i cambiamenti climatici hanno ridotto le precipitazioni, riducendo il cibo a disposizione e facendo morire di fame gran parte delle persone.

3 – Isola di Pasqua. Gli abitanti dell’Isola di Pasqua sono uno dei più grandi enigmi della storia. I loro metodi erano molto avanzati ma poco sostenibili. La teoria più accreditata dice che intorno all’anno 1000 avevano distutto gran parte della vegetazione dell’isola, finendo col non avere a disposizione risorse sufficienti per sopravvivere.

4 – Cahokia. Presenti in Nord America sulle rive del Mississipi tra il 600 ed il 1.400 d.C., sono stati sterminati anch’essi dalla fame e dalla malattia in quanto i mutamenti climatici avevano ridotto quasi a deserto la zona dove vivevano, “spostando” le foreste in altri punti adiacenti al Mississipi. Ma questo i cahoki non lo sapevano.

5- Angkor. Famosi per il tempio di Angkor Wat, in Cambogia, questa popolazione stimata in circa un milione di abitanti nel tardo Medioevo è stata sterminata dalle catastrofi naturali che si susseguirono in quel periodo in tutto il mondo, divenute più forti a causa dei cambiamenti climatici.

6 – Nabta Playa. Considerata una delle popolazioni che hanno generato gli antichi Egizi, si erano installati dove oggi c’è un deserto. All’epoca però, tra il 7000 ed il 6500 a.C., quella era una zona verdeggiante e gli permetteva di coltivare il terreno e di far pascolare gli animali. Le condizioni odierne del terreno ne spiegano i motivi della caduta.

[Fonte: io9]

Photo Credits | Getty Images

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