A Civitavecchia un inceneritore per distruggere le armi chimiche

di Redazione Commenta

Per Civitavecchia diviene concreto il rischio di un nuovo inceneritore, o meglio un ossidatore termico, preposto alla distruzione delle armi chimiche della seconda guerra mondiale, sinora colate in blocchi di cemento poi depositati a contatto con gli agenti atmosferici.

La zona di Civitavecchia è già fortemente inquinata, ma presto potrebbe arrivare un nuovo inceneritore che, come anticipato, sarà destinato a bruciare interi arsenali tossici. Dal Movimento 5 Stelle, sempre vigile per quanto riguarda i nuovi inceneritori italiani, è giunta una interrogazione parlamentare ma il Ministro della Difesa Mauro, per ora, non si è esposto. La richiesta portata avanti da Marta Grande verteva sui rischi per la salute dei cittadini, da accertare. Anche SEL si è attivata: Filippo Zaratti ha infatti chiesto che l’iter di costruzione venga sospeso finché non sia stata fatta chiarezza sui rischi per cittadini e ambiente.

Dato che la prima interrogazione risale al 16 settembre, ci si chiederà quando Mauro intende rispondere: al momento non è stata nemmeno resa nota la data del suo intervento. Intanto però, a quanto sembra, i preparativi vanno avanti.

Sarebbe lecito aspettarsi, dato lo stato decisionale avanzato, maggiori informazioni in merito alla questione, ma purtroppo l’opera è coperta da segreto militare e le informazioni a dir poco scarseggiano. Al momento si sa solo che verranno stanziati 16 milioni di euro e che la ditta che costruirà l’inceneritore è una ditta tedesca.

Pochi dubbi anche sulla pericolosità dei blocchi di cemento in cui sono state immagazzinati i tanti residui bellici: il rischio di infiltrazioni è alto e lo smaltimento presso le miniere di sale abbandonate in Germania, solite ospitare rifiuti radioattivi, la dice lunga sulla pericolosità dei blocchi. Ma con l’inceneritore non si cadrà dalla padella alla brace? Attendiamo anche noi, con una certa impazienza, la risposta del ministro della Difesa Mario Mauro.

Photo Credits | bittidjz su Flickr

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