Disastri nucleari sfiorati, e siamo a due. A quando il prossimo?

di Marco Mancini 11

Dopo l’incidente della centrale nucleare slovena che la settimana scorsa mise in grossa difficoltà sia il governo locale che quello italiano, eccoci di fronte ad un nuovo pericolo dovuto ad una centrale nucleare.

Nella zona di Fukushima, periferia di Tokyo, a causa di un forte terremoto di grado 7,2 della scala Richter, verificatosi all’1:43 di ieri (ora italiana), una centrale nucleare ha subito una rottura nell’impianto di raffreddamento del reattore nucleare numero due, portando alla perdita di circa 15 litri di liquido radioattivo che è finito in un corso d’acqua sottostante.


La Tokyo Electric Power Co. si è affrettata subito a garantire tutti che non ci sono pericoli imminenti per la salute pubblica, in quanto la falla è stata subito tappata, e la quantità d’acqua dispersa è irrisoria, e quindi non pericolosa per le popolazioni vicine. “Il livello di radioattività dell’acqua colpita è ben al di sotto di quello che potrebbe avere effetti sull’ambiente” ha dichiarato un portavoce della compagnia elettrica, e ha anche garantito che i due reattori hanno continuato a funzionare con regolarità.

Tra l’altro, solo nel luglio scorso, un’altra centrale nucleare giapponese, quella di Kashiwazaki, fu colpita da un altro terremoto, e stavolta i litri d’acqua dispersi furono più di 1000, oltre ad un centinaio di fusti di rifiuti radioattivi che caddero e si aprirono, lasciando disperderne il contenuto. Litri e litri d’acqua radioattiva si versarono direttamente nel mar del Giappone, con conseguente evacuazione della zona. Il disastro portò alla chiusura della centrale.

E’ triste dover discutere ancora sul nucleare in un giorno in cui la scossa di terremoto ha provocato 6 morti, 200 feriti e decine di dispersi, ma un secondo incidente nel mondo a distanza di pochi giorni deve far riflettere. Non si deve aspettare la grande tragedia per rendersi conto che le centrali nucleari sicure sono solo una favola per bambini, e che basta anche una piccola disattenzione per avere conseguenze catastrofiche. Se il problema alla centrale non fosse stato risolto subito si avrebbero avute due conseguenze: la prima sarebbe stata un’esposizione massiccia del corso d’acqua sottostante alle radiazioni, perchè sarebbe stato inondato dal liquido di raffreddamento del reattore; trasportando queste sostanze fino a un lago o all’oceano le conseguenze sarebbero state anche peggiori.

Il secondo pericolo sarebbe stato che mancando il liquido di raffreddamento, che sarebbe uscito dalla falla, il reattore si sarebbe potuto surriscaldare, rischiando un’esplosione, che purtroppo avrebbe fatto scendere in secondo piano il terremoto, e in questo momento vi staremmo raccontando un evento ben più grave. Per fortuna sono riusciti a porre rimedio in tempo, chissà se tanta celerità sarebbe stata possibile anche in Italia. Nel dubbio, preferirei evitare di saperlo.

Commenti (11)

  1. E’ rassicurante sapere quanto i media stiano attenti a non divulgare tali notizie. Bavaglio democratico?

  2. incredibile vero? io ci sono capitato per caso a scoprire della centrale di luglio su un sito americano, figurati se in Italia qualcuno ne parlava!

  3. can che storia… chissà quando decideranno di eliminare il nucleare definitivamente altrimenti prima o poi ci ritroviamo tutti morti… e comunque non capisco il motivo dei media che non ne hanno nenche parlato…

  4. purtroppo in Italia l’informazione è semi-libera. se chi paga i giornalisti è la stessa persona che vuol mettere le centrali nucleari in Italia, ti pare che permetta la pubblicazione di certe notizie?

  5. comunque sia rimango leggermente perplesso difronte ad alcune scelte del popolo del sole; è ammirevole l’impegno che mettono nell’affrontare tutto e tutti, in una sfida personale verso il mondo intero. Alludo alla loro testardaggine nel voler compiere imprese oltre ogni limite, convivono perennemente con la minaccia di una scossa tellurica di forte entità che oltre al terremoto può scatenare uno Tsunami che è ancor più temibile del terremoto e, nonostante tutto, si ostinano a voler andare contro natura. Le zone ad alto rischio sismico sono mappate, le faglie sono costantemente sotto gli “occhi” dei sismografi di tutto il mondo, quindi alcune costruzioni sono realmente impossibili da realizzare pur tenendo conto di tutti gli irrobustimenti delle strutture. Sono favorevole al nucleare, ma non ho una cultura storica da Kamikaze. Almeno tener conto di parametri geologici certi…

  6. …Domani Ne Accadra’ Un Altro!

    …Solo Che Nessuno Ve Ne Parlera’! 😉

    …Le Centrali Nucleari Sono Sitemi Troppo Complessi Da Gestire!!

    …Vuoi Mettere Una Pala Eolica? Un Pannello Fotovoltaico? Lo Metti E Te Lo Dimentiche E Produrra’ Sempre Energia! Mah!! Masochisti Siamo!

  7. Oltre all’annosa discussione filosofico- morale sull’eterno dilemma “Nucleare o NON Nucleare” il problema delle centrali secondo me sta a monte ed è lo stesso problema a causa del quale molta gente ci lascia la pelle e l’ambiente in cui viviamo sta diventando una pattumiera (aria sempre più fetida, acqua avvelenata e via discorrendo).
    Il NOCCIOLO o il NUCLEO del problema ( per rimanere in tema) è che i DELINQUENTI che gestiscono il patrimonio dell’umanità e che lo amministrano per realizzare e fornire ai propri simili servizi, strutture e tutto ciò che fa andare avanti questo sistema (marcio, ma questo è) NON DOVREBBERO BADARE A SPESE, mentre, invece di PAGARE per effettuare MANUTENZIONI GIORNALIERE su QUALSIASI CENTRALE e/o STRUTTURA a RISCHIO, preferiscono pagare un altro DELINQUENTE DELLA STESSA RISMA DI INGEGNERE affinché questi CERTIFICHI che, ESEMPIO; IN una centrale NUCLEARE la manutenzione va fatta una volta all’anno e NOI pecoroni del cazzo che non siamo prendiamo per oro colato qualsiasi CAZZATA ci venga detta, soltanto perché esce da uno schermo e dalla bocca di persone addestrate a dire e soprattutto a tacere molte cose.
    Ah, tra l’altro se il telefono cellulare fa male (e ciò è ormai al di fuor di ogni dubbio) IL TELEVISORE AL PLASMA fa bene???
    ULTIMA considerazione; apprezzo il fatto che ci si preoccupi delle centrali anche se sono a 40.000 chilometri da casa, ma guardatevi attorno vedrete molte altre cose che stanno letteralmente inquinandovi la vita…in questo preciso istante.

    Ciao, Mirko

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