“Lasciamo ai nostri figli un mondo più pulito”, Obama lancia l’appello per l’Earth Day (gallery)

di Redazione 1

Dire che è stato un successo è dire poco. Si è concluso da poche ore l’Earth Day, la giornata dedicata alla nostra Terra che ha visto il susseguirsi di manifestazioni in tutto il mondo. Secondo gli organizzatori sono oltre un miliardo le persone che vi hanno preso parte in più di 190 Paesi in tutto il mondo. C’è chi ha usato, per un giorno, meno energia elettrica, chi ha piantato un albero, o chi si è dedicato alla beneficienza.

In prima linea come al solito ci sono le star a livello internazionale. L’attrice Sigourney Weaver ha messo a disposizione una cena e una serata a teatro per il fan che avesse offerto di più ad un’asta il cui ricavato servirà per scopi ecologici; l’attore Hugh Jackman ha ospitato, con lo stesso metodo, dei benefattori che hanno trascorso una giornata sul set con lui, mentre l’ex campione di tennis John McEnroe ha insegnato i trucchi del suo sport a dei generosi tifosi. Ma le iniziative non si fermano di certo qui.

Ne abbiamo avute di molto belle anche in Italia, dove probabilmente abbiamo assistito all’evento simbolo della manifestazione, e cioè la liberazione sulle Alpi di un’aquila ferita dai bracconieri.

La perdita di biodiversità è estremamente costosa, sia in termini di equilibrio ambientale che economici, ma questo valore non è ancora sufficientemente considerato

dice Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf Italia, il quale spiega perché conviene prima di tutto al genere umano che la natura non sia così “violentata” come avviene oggi. Ogni anno il genere umano ci rimette l’equivalente di 16 mila dollari ad ettaro di foreste perse, in quanto da lì dipendono le nostre forniture di cibo, di medicinali, ma soprattutto la biodiversità, sia animale che vegetale, tanto da calcolare che, entro il 2050, il 4% del Pil europeo sarà stato bruciato proprio a causa di queste pratiche distruttive.

Considerando solo i freddi numeri, spiegano dal WWF, per avere un’idea dell’importanza della natura basti pensare che il 16,6% dei posti di lavoro attuali nel Continente europeo sono direttamente o indirettamente collegati alla biodiversità e ai sistemi naturali. Ma tali dati aumentano notevolmente nei Paesi poveri, dove ancor di più si dipende dalle foreste, tanto che in alcune zone l’80% dell’alimentazione è legata proprio alla salute dell’ambiente.

Ma anche nel ricco Occidente al situazione non cambia. Infatti dei 150 farmaci più prescritti negli Stati Uniti, addirittura 118 derivano da fonti naturali. Proprio quelle fonti che noi stiamo contribuendo a distruggere, e che hanno come primo effetto quello dell’aumento del prezzo proprio di questi farmaci. Almeno fino a che non sarà più possibile produrli perché avremo distrutto la materia prima. In quest’ottica va inserito l’intervento di Barack Obama, che preso dalla riforma economica non ha dimenticato il compleanno della Terra, ed ha così affermato

è un ”dovere” dell’uomo contemporaneo impegnarsi affinché “il sogno” di un’economia basata sull’energia pulita possa un giorno diventare una realtà. Perché è nostro dovere lavorare duro per lasciare ai nostri figli un mondo più pulito e sicuro di quello che abbiamo trovato.

Fonte: [Ansa]

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