
Dei pro e contro di un eventuale ritorno al nucleare abbiamo già ampiamente parlato.
Stavolta torniamo a trattare di nucleare in termini economici, per sapere quanto ci costerebbe, in effetti, costruire, utilizzare e mantenere in funzionamento centrali nucleari nel nostro Paese.
Lo facciamo spinti dal monito lanciato da WWF, Greenpeace e Legambiente in un dossier dal titolo Il nucleare non serve all’Italia (cliccate qui per scaricarlo).
Nel documento, presentato a Roma dalle tre associazioni ambientaliste, si fanno i conti a Scajola, nel senso letterale del termine, stimando tra i 30 e i 50 miliardi i costi di un ritorno al nucleare.
Stavolta torniamo a trattare di nucleare in termini economici, per sapere quanto ci costerebbe, in effetti, costruire, utilizzare e mantenere in funzionamento centrali nucleari nel nostro Paese.
Lo facciamo spinti dal monito lanciato da WWF, Greenpeace e Legambiente in un dossier dal titolo Il nucleare non serve all’Italia (cliccate qui per scaricarlo).
Nel documento, presentato a Roma dalle tre associazioni ambientaliste, si fanno i conti a Scajola, nel senso letterale del termine, stimando tra i 30 e i 50 miliardi i costi di un ritorno al nucleare.
Un dispendio di denaro pubblico non trascurabile, pari al peso economico di due finanziarie, e i cui effetti si vedrebbero solo tra 30 anni.
Secondo gli ambientalisti si tratterebbe, evidentemente, di costi eccessivi da sostenere, molto superiori a quelli necessari per l’incremento delle energie rinnovabili.
Inoltre, la costruzione di reattori nucleari, non porterebbe affatto a una diminuzione delle emissioni di CO2.
E allora, ci chiediamo, cosa spinge il governo italiano ad insistere tanto per investire sul nucleare?
Non sarebbe meglio potenziare le energie pulite, sicure, ed investire ulteriormente sul solare, sull’eolico, e sulle fonti rinnovabili?
Inoltre, la costruzione di reattori nucleari, non porterebbe affatto a una diminuzione delle emissioni di CO2.
E allora, ci chiediamo, cosa spinge il governo italiano ad insistere tanto per investire sul nucleare?
Non sarebbe meglio potenziare le energie pulite, sicure, ed investire ulteriormente sul solare, sull’eolico, e sulle fonti rinnovabili?
Il premier albanese Berisha ha messo a disposizione il territorio albanese per la costruzione degli impianti nucleari italiani, facendo un ulteriore passo in avanti per un ritorno al nucleare che sembra sempre più concreto.
Ma i cittadini lo vogliono?
Ed è giusto che il governo presenti il nucleare come l’unica alternativa possibile al caro benzina, al caro prezzi, al caro vita?
Cinquanta miliardi di euro per risultati visibili tra trent’anni, ci sembrano un costo altrettanto elevato, caro ministro Scajola.
Ma i cittadini lo vogliono?
Ed è giusto che il governo presenti il nucleare come l’unica alternativa possibile al caro benzina, al caro prezzi, al caro vita?
Cinquanta miliardi di euro per risultati visibili tra trent’anni, ci sembrano un costo altrettanto elevato, caro ministro Scajola.
Nel frattempo il sole splende, il vento soffia e l’acqua scorre, ogni giorno, ogni ora, ogni minuto… e noi dovremmo andare a cercare l’energia in un atomo, quando è già davanti a noi, pulita, infinita, e soprattutto sicura?
Avete una vaga idea di quanto si potrebbe creare investendo la stessa somma nel rinnovabile?
Ma il governo ha deciso che dobbiamo tornare al nucleare, d’altra parte c’era scritto nel programma del partito vincente già prima che il popolo, noi, andassimo a votare.
Due sono le possibilità: o nessuno ha letto il programma dei partiti per cui ha votato, o la maggioranza degli italiani auspica davvero un ritorno al nucleare.
In entrambi i casi il ritorno al nucleare sarebbe una scelta democratica, la domanda è: consapevole o inconsapevole?
Ma il governo ha deciso che dobbiamo tornare al nucleare, d’altra parte c’era scritto nel programma del partito vincente già prima che il popolo, noi, andassimo a votare.
Due sono le possibilità: o nessuno ha letto il programma dei partiti per cui ha votato, o la maggioranza degli italiani auspica davvero un ritorno al nucleare.
In entrambi i casi il ritorno al nucleare sarebbe una scelta democratica, la domanda è: consapevole o inconsapevole?