Occorre un piano di strategia per contrastare i cambiamenti climatici e per dare vita ad un nuovo programma per l’ambiente. Questo in sintesi è stato il discorso di Phil Hogan, ministro dell’Ambiente irlandese, alla guida della Presidenza Ue per il primo semestre del 2013. Il programma di azione per l’ecologia, il settimo per l’Europa
è per noi una chiara priorità della Presidenza. Il programma è uno dei pezzi più importanti dell’architettura ambientale a livello europeo e renderà operativa la strategia Europa 2020, in particolare l’iniziativa cardine sull’efficienza delle risorse.
Ormai è accertato: il futuro dell’automobile è ibrido. O al massimo elettrico. Lo attesta definitivamente uno dei colossi mondiali del settore, la Nissan, che ha annunciato di voler lanciare sul mercato ben 15 modelli diversi ibridi entro il 2016. Lo ha spiegato Andy Palmer, Vice Presidente dell’azienda, in un’intervista all’Automobile Magazine, aggiungendo che il sistema ibrido si evolverà in futuro. Motivo per cui i modelli, non solo i loro, si moltiplicheranno nei prossimi anni.
Perché in Italia le auto elettriche non decollano? Secondo la Commissione Europea è colpa della mancanza delle infrastrutture. Ed i richiami dell’UE, si sa, non sono mai tanto delicati. L’ultimo, bonario per ora, è arrivato dalla commissione trasporti che ha ripreso l’Italia che, a suo dire, si è poco impegnata per creare una rete di stazioni di ricarica che sia sufficiente ad invogliare i cittadini ad acquistare un’auto elettrica. Speriamo solo che ci si dia da fare prima che arrivino le solite multe.
Se non siete felici non è colpa della crisi, del fatto che non si riesce ad arrivare a fine mese o per altre faccende personali. Il motivo dell’infelicità in Europa è l’inquinamento. Ne sono convinti i ricercatori canadesi dell’Università dell’Ontario che hanno pubblicato un curioso studio sull’International Journal of Green Economics. Secondo gli studiosi esiste una correlazione profonda tra l’infelicità e l’inquinamento cittadino.
Come tutti sanno i prossimi 24 e 25 febbraio si tornerà alle urne per votare per il nuovo Parlamento. A noi in questa sede non interessano le classiche promesse dei partiti che spesso non vengono mantenute, ma ci interessa capire le loro intenzioni per quanto riguarda i temi ambientali. Andiamo ad analizzare questo punto, presente in quasi tutti i programmi, dei due principali partiti di centrodestra, dei due di centro, due di centrosinistra e due non allineati.
L’inquinamento? Non è poi così elevato. Dovrebbe suonare più o meno così la dichiarazione di ieri del Ministro dell’Ambiente cinese Zhou Shengxian sollecitato da una