A Roma la più grande centrale geotermica in UE per uso abitativo

di Matteo Carriero Commenta

Dove si trova la più grande centrale geotermica per uso residenziale e abitativo di tutta Europa? A Roma e più specificamente a Talenti, nei pressi del complesso del gruppo Mezzaroma “Rinascimento Terzo”. Vediamo come funziona la centrale e perché permette enormi risparmi in termini di emissioni inquinanti.

Non tutti sanno che la più grande centrale geotermica europea a scopo abitativo si trova a Roma. Alimenta il complesso Rinascimento Terzo dove provvede al fabbisogno di 266 appartamenti, ma con la potenza della centrale, che fornisce tanto il riscaldamento quanto il raffreddamento alle abitazioni, si prevedi di alimentare 20 edifici per 950 appartamenti. La centrale geotermica in questione utilizzata 190 geosonde che si estendono nel terreno fino a 150 metri di profondità.

La centrale geotermica si basa sullo scambio termico di acqua a temperatura esterna con la temperatura propria del terreno che, essendo meno caldo in estate e più caldo in inverno, permette uno scambio dalla cui energia si arriva ad alimentare quasi totalmente le necessità di riscaldamento o di rinfrescamento di una abitazione. La centrale a Talenti permette di ottenere un quantitativo di energia rinnovabile pari a 7.040 MWh in un anno. Cosa comporta tutto questo in termini di risparmio energetico? Parlano chiarissime le bollette: il risparmio è del 40 per cento, e ovviamente sono dati che vanno a pesare in particolar modo sul medio e lungo periodo. Inoltre grazie all’uso di jatropha per l’olio vegetale abbiamo un ulteriore taglio nelle emissioni di anidride carbonica (si tratta di un olio che non può in alcun modo essere utilizzato a fini alimentari).

Per rendere l’idea di quanto una simile centrale geotermica possa influire sull’abbattimento delle emissioni inquinanti, di anidride carbonica in primis, si consideri che l’inquinamento risparmiato all’ambiente è pari a quello assorbito da un numero di alberi compreso tra i 540 mila e le 750 mila unità.

Photo credits | Bert Kaufmann su Flickr

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